Sicurezza
Intanto la proprietà continua a lavorare sul piano: costituita una nuova newco e incontri con i professionisti
Caso Sasch, l'allarme degli artigiani
Ilenia Reali
◗
Lavoratori davanti alla sede Sasch durante un incontro tra proprietà e sindacati e la sede dellazienda «Serve una rete di protezione per i terzisti». Sarà creato un comitato di creditori
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Gli artigiani fanno sentire la loro voce sulla crisi di Sasch e chiedono una rete protettiva per le imprese terziste che subiranno danni con i concordati delle aziende del Gruppo. Intanto in Sasch continuano a ritmo vorticoso gli incontri. Sarebbe stata costituita una nuova newco, la Gommatex poliuretani srl, la società che dovrà affittare l'omonima società per azioni. GLI ARTIGIANI. Incontro dei vertici di Cna e Confartigianato per affrontare il caso Sasch e le ripercussioni che avrà sui terzisti. Imprenditori piccoli e grandi, i loro dipendenti, a catena i loro fornitori, che rischiano di allargarsi a macchia d'olio le difficoltà di una città già massacrata dalla crisi. «Prima di tutto - dicono i presidenti di Cna e Confartigianato di Prato, Anselmo Potenza e Luca Giusti - deve essere creata una sorta di rete protettiva per le imprese terziste che subiranno danni dalla impossibilità della Sasch di rispettare i propri impegni. Vogliamo un impegno di Regione, Provincia e Comune di Prato per costruire un accordo fra banche e consorzi fidi che realizzi condizioni di sostegno creditizio al sistema di imprese coinvolto nella crisi Sasch». «Non è escluso - dice Potenza - che sia necessario un intervento particolare su Prato che, copiando dal modello della Regione "emergenza economia" offra garanzie alle imprese coinvolte, garanzie sostenute da finanziamenti degli enti locali». «Non conosciamo se c'è e quali siano le caratteristiche di un eventuale piano di salvataggio promosso dal management del gruppo, non vorremmo trovarci però - aggiunge Giusti - dinanzi all'ennesimo concordato al 10% magari senza avere le dovute garanzie sull'effettivo successo delle nuove iniziative imprenditoriali che potrebbero essere realizzate intorno ai "pezzi buoni" (gli assets positivi) delle aziende in crisi del gruppo Sasch». STAFF SPECIALE. Intanto sul piano operativo Cna e Confartigianato, alle quali si sono già rivolte varie imprese coinvolte e preoccupate, hanno messo in piedi uno staff tecnico comune e ad alto livello professionale per affrontare tutti i casi che si presenteranno e per costituire anche un gruppo- comitato di creditori. ORE NEVRALGICHE. Già dai primi incontri i vertici Sasch hanno ripetuto ai sindacati che i tempi per "salvare" le aziende sono strettissimi. Le riunioni si susseguono tra costituzione delle newco, incontri sindacali e analisi della situazione con i professionisti dello studio fiorentino K che, con il consigliere Michele Tardi e l'avvocato giuslavorista Gianluca Pinto stanno portando avanti il piano. Una nuova newco, dopo quella di Sasch, sarebbe già stata costituita, e tra i vari incontri non mancherebbero trattative con due imprenditori tessili pratesi per l'ingresso nella gestione di Poliuretani e Trt. SALARI. Il sindacato sta studiando invece se sarà possibile far anticipare la cassa integrazione dei dipendenti in esubero dagli istituti di credito in base a un accordo già esistente con Fidi Toscana dal momento che il gruppo ha fatto sapere che gli sipendi non sono garantiti. Tra i lavoratori c'è quindi preoccupazione anche se esiste la speranza che per pagarli intervenano gli azionisti con liquidità personale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
