La manifestazione
Beste sbarca a Shanghai
Ilenia Reali
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Lazienda Beste di Cantagallo Creata una nuova azienda: farà produrre stoffe e vestiti
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PRATO. La Cina seduce i fratelli Santi che, nel giro di un paio di settimane, potranno contare su una nuova azienda. Si chiama Beste China e, giusto il tempo di avere la licenza, comincerà ad operare a Shanghai. Il Marco Polo degli imprenditori pratesi si chiama Francesco Godi ed è un tecnico che ha deciso di trasferirsi in Oriente. Il pratese Godi avrà il delicato compito di aprire la strada alla Beste di Cantagallo sul mercato cinese ma anche di creare, insieme a una collega del Nord laureata in lingue orientali all'Università di Venezia, una nuova linea di abbigliamento da vendere ai clienti che Beste ha in Italia e avrà in Cina. Un progetto che anticipa, e spiega anche il motivo, per cui i Santi sono stati tra i primi lanifici pratesi a ottenere un ordine dalla delegazione di Wenzhou arrivata nei giorni scorsi in Provincia. La società dei Santi avrà sede a Shanghai e i due dipendenti dovranno individuare aziende a cui far produrre i capi che saranno disegnati dalla Beste Italia: vestiti che non saranno venduti con un proprio marchio ma con quello dei clienti, anche grandi case di moda italiane, che già da tempo si rivolgono al lanificio di Vaiano non solo per acquistare stoffe ma anche capi confezionati. «L'apertura dell'azienda in Cina - spiega Matteo Santi, uno dei titolari di Beste - è un'inevitabile passaggio per creare dei rapporti in Cina. E' un paese con cui lavoriamo da 15 anni ma finora non erano particolarmente interessati ai nostri tessuti. Adesso, come si sa, con la nascita di una nuova borghesia interessata ad acquistare capi di abbigliamento di qualità migliore si aprono degli spazi anche per i nostri cotoni. La società è già stata aperta, stiamo aspettando la licenza per l'importazione e l'esportazione dalle autorità cinesi: tra un paio di settimane sarà operativa». «Lo scopo è quello di fare ricerca di tessuti nelle aziende cinesi - aggiunge Santi - e di creare una nuova divisione di capi di abbigliamento, creata qui e prodotta là, che potremo rivendere sul mercato cinese ma anche ai nostri clienti. Una fascia un po' meno alta che ci garantisce la quantità. Del resto il capo finito ci garantisce già oggi il 50% del fatturato». Questo significa che la Beste Italia subirà una riorganizzazione e un taglio di personale? «Si tratta di due strutture commerciali alternative. Qui continueremmo a produrre dei capi, là ne faremo altri. A Cantagallo ci occuperemo sia dei tessuti sia dell'abbigliamento di fascia più alta. Per quanto riguarda il ridimensionamento dell'organico non mi sento di escluderlo anche se questo non è collegato al progetto cinese ma al calo della quantità di stoffe prodotte. Finora abbiamo sopperito con l'aumento della parte di abbigliamento. Più avanti vedremo».
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