Il Tirreno

Prato

Futuro e libertà nasce anche a Prato

Cri. Or.
Da sinistra Carlo La Vigna, Riccardo Bini e Federico Lo Russo
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Da sinistra Carlo La Vigna, Riccardo Bini e Federico Lo Russo

Riccardo Bini e Carlo La Vigna dicono addio al Pdl: «Decisione sofferta»

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 PRATO. La data ufficiale è la settimana prossima. Quando la nascita del nuovo gruppo Futuro e Libertà per l'Italia verrà ratificata dal consiglio comunale. Non è più solo, Federico Lo Russo, 23 anni, unico consigliere finiano "dichiarato" e da subito. Da ieri hanno salutato il Pdl - ma non sbattendo la porta - anche i consiglieri Riccardo Bini, di Forza Italia dalla sua nascita e Carlo La Vigna.  Un addio doloroso - hanno spiegato i nuovi consiglieri di Fli - e meditato a lungo. «Quando Forza Italia è nata ho creduto in un partito liberale e innovativo. Era un sogno. Di quel sogno oggi nel Pdl non resta molto». E' Riccardo Bini a riaffermare il primato della politica: «Anche io credevo che la civicità fosse un valore aggiunto e che la politica fosse fango. Ma mi sbagliavo. E' con la politica che è possibile quell'assunzione di responsabilità indispensabile a un partito». Parla di valori da ritrovare «soprattutto nel momento in cui le ideologie cadono» e di un partito «nel quale le diverse opinioni fanno parte di una dialettica positiva dalla quale poi trarre una sintesi». Ecco uno dei problemi che secondo Bini hanno fiaccato il Pdl: «La mancanza di un confronto e di un luogo democratico dove affrontare le questioni».  Diverso il percorso di Carlo la Vigna, ufficiale dei carabineri, entrato nela politica attiva le scorse amministrative col Pdl: «Non ho iniziato a fare politica per ambizione ma per dare il mio contributo alla città. Ma è il rapporto stretto col territorio che è venuto a mancare». «Anche su due temi che io giudico importantissimi, l'integrazione e la legalità, mi pare che sia passato un messagio sbagliato che è l'ora di modificare: la caccia alle streghe non mi trova d'accordo». Va continuata, secondo La Vigna, la politica dei blitz contro l'immigrazione illegale «ma senza protagonismi e criminalizzazioni».  Bini e La Vigna confermano il sostegno "senza se e senza ma" al sindaco Cenni e alla sua giunta «perché l'alternanza dopo 60 anni di governo della sinistra è stata un successo - dicono - e perché è arrivato il momento di una discontinuità vera». Quando si tratterà di votare in consiglio? «Lo faremo - dice Bini - così come è successo fino ad ora, secondo coscienza e certamente con scelte responsabili». Sorride - e non potrebbe essere altrimenti - il giovanissimo consigliere Lo Russo accompagnato dal consigliere della circoscrizione Sud Massimo Bernocchi anche lui passato in Fli assieme a un altro consigliere comunale di Carmignano Manuel Carlesi. Finisce qui, a cinque esponenti politici, la pattuglia finiana a Prato. Ma «solo per ora» avverte Lo Russo, papabile a diventare il futuro capogruppo, che non nasconde la voglia di fare: «Siamo noi il vero Pdl - dice - tutto il resto non esiste più. Ripartiremo dai territori e cresceremo. Anche per recuperare i tanti che ormai preferiscono l'astensione».  Con le dimissioni di Bini e la Vigna dal Pdl la maggioranza (Pdl, Udc e Lega) scende a 21 teste. Se mai i "finiani" dovessero votare con l'opposizione (Pd e Idv 16 teste) il confronto sarebbe 21 a 19.  Situazione di disagio nel partito di maggioranza relativa. Ad esprimerla il capogruppo Pdl Roberto Baldi: «Mi auguro che la nascita di un diverso gruppo non interrompa il cammino politico e di programma intrapreso con persone con le quali c'è stato un lungo rapporto di fiducia e amicizia». E' il segretario cittadino della Lega Leonardo Soldi a ricordare a Bini e La Vigna che «il programma elettorale Pdl era identico a quello della Lega sul tema dell'immigrazione. E con quello i due consiglieri sono stati eletti».

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