Il Tirreno

Prato

Trasporto, si spera nei fondi Ue

Maria Lardara
Sotto l’assessore Roberto Caverni A destra una Lam nel traffico
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Sotto l’assessore Roberto Caverni A destra una Lam nel traffico

Consiglio comunale dedicato ai tagli. Carlesi: «Più efficienza»

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 PRATO. La certezza matematica di un "salvataggio" per il 2011 degli autobus con cui si muovono 35mila pratesi al giorno, non c'era ancora ieri pomeriggio. Qualche spiraglio sembra però aprirsi in mezzo a tante nuvole. «Le ultime voci danno per probabile l'uso dei fondi Fas per coprire i tagli»: parola dell'assessore alla Mobilità Roberto Caverni, che ha prospettato i possibili scenari, in attesa di capire il peso di questa sforbiciata tradotta in milioni di euro.  Finisce così sotto la lente d'ingrandimento del consiglio comunale di ieri pomeriggio il trasporto pubblico locale, con la scure dei tagli che da gennaio 2011 complicherà la vita a tanti passeggeri. Sulla stessa barca si trovano in questi giorni tanti altri Comuni toscani capoluoghi di provincia. Nel disperato tentativo di non far affondare un servizio di utilità pubblica. «Ma Prato - ha ricordato Caverni - non può pagare per l'inefficienza di altre province. Bisogna insistere con la Regione perché sia fatta giustizia e chiarezza, ben sapendo che Prato soffre di problemi particolari, offrendo un servizio non per 187mila, bensì 220mila abitanti se teniamo conto dei clandestini non residenti». Il possibile salvagente dei fondi Fas, per 130 milioni di euro spalmati sul regionale, Caverni lo ha spiegato così: «Se il taglio sul Tpl sarà di 154 milioni la decurtazione andrebbe oltre il 70%. Se invece la seconda opzione è una riduzione di 24 milioni di euro, allora il taglio sarà contenuto nell'ordine del 10%, grazie all'utilizzo dei Fas appunto». Per Prato ciò significherebbe, nella prima ipotesi, 3.955.000 euro in meno, nella seconda verrebbero a mancare solo 565.000 euro. Si cerca così di correre ai ripari in un modo o nell'altro, e una delle risposte per Caverni potrebbe essere il servizio a chiamata soprattutto per quelle corse che vedono un basso bacino di utenza. Ma l'analisi della situazione non è stata sufficiente per Pd e Idv che hanno incalzato la giunta sui provvedimenti comunque da prendere. «Il ragionamento sul trasporto pubblico - ha fatto notare il capogruppo Pd Massimo Carlesi - non può essere slegato da una visione complessiva sulla mobilità. Andiamo a esaminare i costi standard, solo così potremo misurare i livelli di efficienza del servizio. Non certo sui numeri dei clandestini non residenti: allora come fanno Firenze e Siena con i turisti che prendono l'autobus?» Carlesi ha lanciato anche una sfida a Caverni: «Nei confronti della Regione il ruolo dell'amministrazione non deve essere difensivo. Visto che abbiamo ancora un anno di tempo con la proroga della gara europea per l'affidamento, perché non presentiamo un progetto serio di incentivazione del trasporto pubblico? Bisogna cercare di vincere la sfida migliorando il servizio, non andando a ridurlo».

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