Il Tirreno

Prato

«Prato penalizzata dai trasferimenti regionali»

Cri.Or.
Giovanni Bambagioni
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Giovanni Bambagioni

Secondo il segretario Udc Bambagioni mancherebbero almeno 30 milioni di euro

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 PRATO. Ha un mandato: creare il Partito della nazione anche a Prato. Quell'alleanza che ha come fulcro il centro e che piace all'Api di Rutelli. Giovanni Bambagioni, 51 anni, consulente aziendale, padre di una ragazza che si è laureata pochi giorni fa in Scienze politiche, eletto alla segreteria provinciale dell'Unione di centro poco più un mese fa, ha già iniziato a tessere la tela.  Che clima ha trovato nella maggioranza in Comune?  «Ho avuto un'ottima impressione perchè c'è grande spirito di collaborazione».  Anche sulla "questione delle questioni", quella dell'immigrazione in particolare cinese?  «E' indubbio che negli ultimi quindici anni il fenomeno dei flussi immigratori sia stato imponente e senza governo e che la situazione che si è venuta a creare, senza alcuna forma di organizzazione, sia devastante. Naturalmente non si può procedere solo con atti repressivi ed è certo che c'è bisogno uno sforzo continuo per integrare ciò che si può e si vuole. Mi pare che la giunta Cenni stia facendo proprio questo e in più coinvolgendo il governo che è fondamentale per riuscire a trovare soluzioni».  Secondo lei quindi c'è stato equilibrio tra i provvedimi per includere e quelli per punire?  «Direi di sì, anche se certamente i provvedimenti respressivi fanno più notizia delle politiche per integrare. C'è, da parte della giunta, la volontà di far capire bene che certi comportamenti non possono più essere tollerati. E del resto se il cento per cento delle aziende cinesi che vengono controllate risultano nella completa illegalità, beh allora qualche problema c'è. E non credo si possa accettare che una quota di lavoratori di questa città lo facciano in stato di schiavitù».  Che giudizio dà dell'ordinanza che costringe bar e ristoranti di Chinatown a chiudere a mezzanotte?  «E' sicuramente un provvedimento emergenziale ma ha una sua logica ed è quella di alleviare le difficoltà di convivenza tra cittadini pratesi e cinesi. La città comunque sconta una situazione gravissima anche sotto il profilo delle risposte da dare, che riguarda tutti gli aspetti della macchina pubblica: dagli uffici Inps all'organico delle forze dell'ordine. E' sottostimata ed è la città trattata peggio in Toscana».  In che senso?  «Che ha trasferimenti insufficienti da parte della Regione. Se a Prato vivono 20mila clandestini, una cifra che sembra sottostimata, alla città dovrebbero arrivare almeno 30 milioni di euro in più. Il conto è facile: Prato riceve 1.523 euro procapite dalla Regione. Moltiplicando quella cifra per 20mila si ottiene un bel pacchetto di milioni. Eliminando la sperequazione tra Prato e le altre città della Toscana, ci sarebbero a disposizione quelle risorse necessarie a rimettere in moto la macchina pubblica».  Sul fronte del lavoro, invece, cosa sarebbe necessario fare?  «E' chiaro il ridimensionamento del comparto tessile anche se sono convinto che molto resterà perchè esistono realtà produttive formidabili. Ciò che invece vedo è una mancanza assoluta di politiche nazionali che aiutino la piccola e media impresa e non vedo agevolazioni fiscali per quei giovani che sul fare impresa scommettono».

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