Sicurezza
AL DISTRETTO DI VAIANO
Morte di un anziano assolti gli infermieri
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PRATO. Non fu colpa degli infermieri del Distretto Asl di Vaiano se Lido Menicacci, un pensionato del posto, morì all'ambulatorio prima di un normale prelievo del sangue. Il giudice dell'udienza preliminare Fantechi ha prosciolto ieri i cinque imputati chiamati a rispondere di un fatto accaduto più di cinque anni fa. Il 17 agosto del 2005 Menicacci, 77 anni, si presentò al Distretto prima delle 8 per fare un esame del sangue, ma fu colto da infarto e morì nonostante i soccorsi della Misericordia di Vernio. Il giorno dopo si venne a sapere che al Distretto c'era un defibrillatore, il macchinario spesso usato per soccorrere i pazienti colti da infarto, ma non venne usato perché le "piastre" non erano compatibili. L'Azienda sanitaria avviò gli accertamenti del caso, ma imputò la morte del pensionato a una tragica fatalità. La Procura è stata di altro avviso e ha ritenuto di individuare alcune responsabilità. Per questo il sostituto procuratore Laura Canovai aveva chiesto il rinvio a giudizio di quattro infermieri e del loro superiore. Ma i difensori Alberto Rocca, Manuele Ciappi, Tommaso Magni e Nicola Badiani sono riusciti a convincere il giudice dell'udienza preliminare che non c'erano elementi per un processo ai cinque imputati, che sono stati prosciolti.
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