Italia
Nellincontro si è parlato dellattuale crisi economica e della necessità di un consumo più consapevole
Protestate, protestate, qualcosa resterà
Miriam Monteleone
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Lo scrittore Sandro Veronesi Lo scrittore Sandro Veronesi ospite degli studenti che occupano il liceo Copernico
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PRATO. I ragazzi del Copernico lo hanno accolto a braccia aperte, con tante domande e scrosci d'applausi. Come un fratello maggiore e un ex allievo speciale, a cui chiedere consiglio, più che come un big pratese e uno scrittore. Sandro Veronesi ieri mattina ha partecipato a un incontro al Copernico durante l'occupazione studentesca. Un'assemblea improvvisata che si è trasformata in una specie di lectio economica con qualche tono polemico nei confronti del consumismo sfrenato e della grande distribuzione. In particolare i ragazzi hanno interrogato Veronesi sulla crisi economica italiana e su eventuali soluzioni per uscire dall'impasse. «Di sicuro l'Italia non risorgerà dalle sue ceneri senza un cambiamento - ha commentanto lo scrittore - io personalmente nutro molta fiducia nei giovani come serbatoio di energie e intelligenze per il futuro. Di voi mi fido. Certo la nostra economia non potrà risorgere finchè continuerà a basarsi sul concetto di consumo». Poi l'economia diventa pretesto per chiamare in causa anche un caso di cronaca cittadina, «guardate cosa è successo nel sottopasso in via Ciulli - fa notare Veronesi-le pompe che dovevano funzionare si sono messe a buttare fuori acqua e fanghiglia anzichè smaltirla, lo stesso meccanismo avviene nell'economia. Siamo al collasso. Questa crescita compulsiva non è più necessaria, ora è necessario smaltire quello che si è prodotto». «Altro problema è quello del risparmio -aggiunge. Nessuno risparmia o ripara più nulla oggi. Se una lavatrice o un'auto si guastano anzichè portarle a riparare, se ne compra una nuova, ma tutto questo deve finire e finirà. La gente si sta stancando e questa corsa alla grande distribuzione passerà di moda. Prima si andava dall'arrotino, dal garzone, si comprava nelle botteghe. Oggi sono care e si va all'Ikea perchè tutto lì è bello e costa poco. Riparare le cose può portare ricchezza, la roba è fatta per durare, forse è questo che la gente deve tornare a pensare». Sandro parla ai ragazzi, in maniera spontanea, ma senza infondergli false speranze. «Ligabue nel suo ultimo album dice che il meglio deve ancora venire - prende la parola una ragazza seduta in platea- il peggio è dunque passato?». «Al peggio non c'è mai fine - risponde Veronesi. Ma l'ottimismo di Ligabue è giusto. Bisogna fare uno sforzo enorme per uscire da questa crisi economica e non solo economica. In Italia poi siamo più liberisti che in qualsiasi altro paese d'Europa, peccato che siano gli altri a godere di questo liberismo però. Io metterei la leva fiscale per chi porta la manodopera all'estero, poi vediamo che succede..». Prima dei saluti lo scrittore spende anche due parole sull'occupazione: «Non preoccupatevi di essere visibili perché protestate- conclude Veronesi - lasciate piuttosto che questa esperienza depositi qualcosa di nuovo dentro di voi. Non la rifarete in futuro, lottate per le vostre idee, non importa che gli altri se ne accorgano o no». Sul finale qualcuno chiede a Veronesi di parlare del nuovo libro, ma lui rifiuta: «Queste due ore in vostra compagnia sono state una boccata d'ossigeno visto che sono in piena campagna promozionale. Del libro parleremo un'altra volta. Oggi sono qui per voi».
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