Il dolore
I padri separati si scoprono poveri
Sara Camaiora
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Il presidente del tribunale di Prato Antonio Genovese Aumentano i casi di indigenza, un convegno sul tema
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PRATO. Molti padri separati incontrano crescenti difficoltà. Oltre al dolore dopo la rottura di una relazione e il conseguente allontanamento dai figli, la separazione diventa a volte sinonimo di povertà. Secondo i dati diramati dalla Caritas, sono circa 50.000 i padri italiani in condizioni d'indigenza. Anche a Prato il problema comincia a farsi sentire e già 25 di loro lo scorso anno si sono rivolti alla Caritas in cerca di alloggio. Proprio di crisi economica e familiare si parlerà oggi dalle 14,30 alle 18,30 al Tribunale, in un convegno intitolato "Crisi dell'economia e crisi della famiglia: quali diritti e quale welfare?". Aprirà i lavori il presidente del Tribunale di Prato Francesco Genovese, seguirà la relazione del professore ordinario di economia politica Andrea Ichino, dal titolo "L'Italia fatta in casa", mentre sulla "Questione Prato" interverranno il vescovo monsignor Gastone Simoni, il presidente della Provincia Lamberto Gestri, il sindaco Roberto Cenni, l'assessore comunale alle politiche sociali Dante Mondanelli, l'assessore all'integrazione Giorgio Silli e la mediatrice familiare Annalisa Nardini. «Le coppie separate a Prato sono in crescita e circa 95 nel 2009 si sono rivolte allo sportello di mediazione familiare offerto dal comune - racconta Nardini - Gli avvocati a volte sconsigliano la separazione dove le condizioni economiche non lo permettono». «Lo scorso anno per 18 padri abbiamo dovuto trovare posti letto da affittacamere con prezzi bassi - spiega la direttrice della Caritas Idalia Venco - Sette padri invece sono stati accolti a Casa Betania, una struttura che accoglie cittadini con varie situazioni di disagio economico». «Casa Betania, struttura realizzata dall'assessorato ai servizi sociali in collaborazione con la Caritas, consente a questi uomini un sostegno concreto», aggiunge Mondanelli. Se il numero dei padri che raggiunge la soglia dell'indigenza, seppur in preoccupante aumento, è ancora esiguo, sono molti quelli che a fine mese ci arrivano, ma con fatica. E' il caso del signor Ruggero Foschiani. «Vivo a Prato in un appartamento in affitto - spiega - Sono in pensione da 6 anni e mi ritengo fortunato perchè la mia pensione sfiora i 2.000 euro. Ma tra l'assegno da 600 euro al mese e le spese straordinarie mi vanno via sui 1.000 euro: calcolando che spendo 470 euro d'affitto, non mi rimane poi molto. E comunque, ribadisco, sono fortunato».
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