Il Tirreno

Prato

«Così siamo destinati a morte certa»

Finmode rilancia l'allarme. «Ci mangiano in un boccone»

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 PRATO. La ripresina di cui si parla non è sufficiente per far dormire tranquilli i rifinitori pratesi. I costi di gestione e della manodopera rendono difficile sbarcare il lunario e tintorie e rifinizioni sono le fasi che più soffrono in questo periodo. «Ci stiamo massacrando di domande: dobbiamo smettere o continuare?», si chiede Maurizio Silvestri di Finmode.  «Negli ultimi due anni - racconta - ci siamo indebitati per mantenerci sul mercato. Ora con le tariffe che non si muovono stiamo tutti boccheggiando. Le spese sono tante e soffriamo della concorrenza di tutti: dei cinesi di Cina, ora anche di quelli di Prato».  Silvestri, che sta ritoccando il personale per razionalizzare le spese, è amareggiato. «Quattro, cinque anni fa avevo fatto un piccolo reparto di tinto in capo per provare a collaborare con i cinesi. Dopo che si sono aperti le tintorie da soli sono spariti tutti. Eravamo specializzati nel velour ma non possiamo più farlo perché i prezzi non sarebbero competitivi. E adesso, con le nuove aziende che aprono i cinesi qui a Prato, le nostre rifinizioni in confronto rischiano di essere dei balocchi. Loro investono, noi non possiamo permettercelo. Ci mangeranno».  «Credo che dovremo organizzarci in modo diverso - aggiunge - altrimenti moriamo tutti, uno dietro l'altro. E se buttiamo via, per due euro, le nostre rifinizioni non si potrà tornare indietro: abbiamo aziende che per farle ex novo ci vorrebbero 40 milioni di euro. Cinque, sei anni fa avevo chiesto all'Unione industriale di prendere un super manager e di creare un marchio "tessuti di Prato". Credo che renderci riconoscibili con i consumatori ci avrebbe aiutato. Non ne è stato fatto niente e ho lasciato l'Unione. Credo però saremmo ancora in tempo».  Altre alternative del resto non se ne vedono. «Stiamo bruciando tutto e i nostri lavoratori sono costretti ad andare a lavorare dai cinesi. Gli insegnano il mestiere e con il resto della manovalanza a prezzi bassissimi si presentano sul mercato a tariffe per noi assolutamente inarrivabili».  E il problema non è certo solo di Finmode. E' di tutti. I rifinitori soffrono. Tanti hanno ridotto il personale negli ultimi due anni ma non è bastato. E anche quelli storicamente più solidi sono in difficoltà. Una crisi destinata ad aumentare per le difficoltà del tessile in generale ma anche per un nuovo impatto, dopo quello delle confezioni, che l'imprenditoria cinese avrà sul tessuto pratese. I.R.

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