Il Tirreno

Prato

Il cinese era difeso dall’avvocato Denaro

Condannato per spaccio ma assolto dall'accusa di avere provocato la morte di un tossico

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 PRATO. Ha spacciato eroina, questo sì, ma non lo si può ritenere responsabile della morte di un suo cliente. Questo il verdetto emesso ieri nei confronti di Wu Xiaoji, cinese di 30 anni, condannato a 4 anni di reclusione per spaccio di droga. Wu, difeso da Antonino Denaro, ha scelto il rito abbreviato e ha dovuto difendersi da un'altra accusa, penalmente meno rilevante dello spaccio ma moralmente grave: aver provocato la morte di Mirco Acoraro, il tossicodipendente di 34 anni, già residente a Serravalle Pistoiese, che morì la sera dello scorso 6 febbraio per un cocktail di alcol e droga. Da quest'accusa, anche grazie alla tenacia difensiva dell'avvocato Denaro, il cinese è stato assolto. In primo luogo perché non si è provato che fosse a conoscenza delle precarie condizioni di salute del suo cliente e inoltre perché a provocare la morte di Acoraro, come detto, fu un mix di alcol e droga, e allo spacciatore non può essere addebitato il comportamento successivo del cliente. Acoraro fu accompagnato al pronto soccorso di Prato, la sera del 6 febbraio, da un amico che poi si dileguò. Rintracciato dai carabinieri a Quarrata, disse di essersi rifornito di eroina, insieme ad Acoraro, dal cinese. Successivamente i carabinieri arrestarono Wu e la moglie Lu Chenjie, addebitando all'uomo la cessione della droga e accusandolo anche di morte in conseguenza di altro reato. Per questo il pubblico ministero aveva chiesto una condanna complessiva a 5 anni e 8 mesi di reclusione.

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di Redazione web