Il Tirreno

Prato

Un passo carrabile, trecento multe

Giovanni Ciattini
Il passo carrabile incriminato: lo stradello si affaccia sulla 325 nel tratto che va da Montepiano a Mangoni
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Il passo carrabile incriminato: lo stradello si affaccia sulla 325 nel tratto che va da Montepiano a Mangoni

Stangata della Polizia provinciale per colpa di uno stradello di montagna

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 PRATO. Duecento, forse trecento verbali da 160 euro l'uno stanno mandando fuori dai gangheri i proprietari di appezzamenti di terreno incolto che si affacciano su uno stradello di montagna tra Montepiano e Mangoni. Tutto nasce dai sopralluoghi della Polizia provinciale a caccia di passi carrabili non autorizzati. Occorreva mettersi in regola entro il 31 dicembre 2006 e chi non l'ha fatto è stato sanzionato.  Il principio, sia chiaro, è giusto, ma quel che ne è nato appare un provvedimento vessatorio dal sapore borbonico. Ed è proprio per opporsi a questo tipo di comportamento che un paio di cittadini, Massimiliano Gualtieri e Claudio Cangioli, si sono rivolti all'avvocato Giuseppe Piccioli affinché presentasse ricorsi al giudice di pace contro i verbali. Ma da dove nasce il sentimento di frustrazione e di indignazione dei cittadini? E' presto detto. Lo stradello di montagna si affaccia sulla provinciale 325. L'accesso c'è sempre stato, da un tempo indefinito. E' delimitato ai suoi lati da muretti in pietra. Il tracciato si inerpica su per la montagna per diversi chilometri. Il terreno è sconnesso e sassoso ed è percorribile con robusti fuoristrada o moto da cross. Oltrechè a piedi, naturalmente. Ai suoi lati vi sono terreni coltivati a bosco di vario tipo (faggi, querce, castagni). Le proprietà sono innumerevoli. E all'interno della stessa proprietà le quote sono le più varie: nel caso del signor Gualtieri sono due, la sua e quella della madre, inferma: 320 euro. Nel caso di Claudio Cangioli sono cinque: 800 euro. «La polizia provinciale - spiega l'avvocato Piccioli - è stata molto diligente. Si è procurata la mappa catastale dell'intera zona ed ha individuato tutte le particelle catastali dei frontisti. A questi ha inviato i verbali della solita e unica contestazione: ovvero la mancata autorizzazione del passo carrabile. Il che ha significato moltiplicare il verbale di 155 euro più i 5 euro dei costi aggiuntivi per tutti i proprietari quota parte: centinaia di persone». Insomma, non un'unica sanzione come sarebbe stato logico supporre (pensiamo ad esempio allo stesso caso riportato ad un condominio) da dividere per tutti i proprietari ma una sanzione moltiplicata non per le proprietà ma per i proprietari quota parte. E così la Provincia si ritroverà ad incassare non 160 euro ma 32mila o 48 mila euro. E questo, è bene capirsi, soltanto per una singola contestazione di mancata autorizzazione di passo carrabile. Se si pensa che di situazioni analoghe lungo la Provinciale 325 ce ne possono essere a decine si ha un'idea di quanto potrebbe riuscire a rastrellare la Provincia. «C'è inoltre una palese ingiustizia - commenta l'avvocato Piccioli - in questo provvedimento. La Polizia provinciale non si è preoccupata di contestare la violazione a chi realmente usufruisce del servizio ma solo ai proprietari. C'è gente che vive lontano da Montepiano e che si era dimenticata persino di possedere quegli appezzamenti non mettendoci più piede da anni. Al contrario ci sono persone che possiedono terreni più interni ma che abitualmente usufruiscono dello stradello per accedervi. E a loro non è stato mosso alcunchè».  Oltre all'esito del ricorso davanti al giudice di pace c'è chi spera anche in un ravvedimento da parte della Provincia, vista l'assurdità del meccanismo sanzionatorio attivato.

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