Il Tirreno

Prato

Sindaco e vertici di Tribunale e Procura a Roma per chiedere più magistrati e amministrativi

Piano d'emergenza per la giustizia

Il Guardasigilli Angelino Alfano
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Il Guardasigilli Angelino Alfano

La promessa del ministro Alfano: riequilibrio degli organici

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PRATO. Ministro e staff dirigenziale al completo per affrontare i problemi della giustizia a Prato: tribunale e procura sotto organico, amministrativi all'osso. E così da anni. Con il guardasigilli Angelino Alfano, anche il capo di gabinetto Settembrino Nebbioso e il dirigente Luigi Birritteri. Nutrita la delegazione pratese composta dal sindaco Roberto Cenni, dal deputato Pdl Riccardo Mazzoni, dal presidente del Tribunale di Prato, Francesco Antonio Genovese, dal procuratore della Repubblica, Piero Tony, e dal presidente dell'Ordine degli Avvocati, Lamberto Galletti.  «Il ministro - è il commento del sindaco al termine dell'incontro - ha colto le problematiche della nostra città e ha compreso il problema di Prato sul fronte giustizia. Il nostro territorio presenta infatti caratteristiche che potrebbero essere assunte anche da altre città e pertanto lo stimolo è quello di dare risposte a Prato perché queste potrebbero essere anticipatrici di altre emergenze nel resto del Paese».  Tra le motivazioni principali della richiesta di aumento degli organici della giustizia pratese, condivise dal ministro Alfano, c'è infatti la necessità di fare di Prato un laboratorio per l'immigrazione e di trovare nuovi strumenti per contrastare la criminalità organizzata di matrice cinese.  Il ministro Alfano si è reso disponibile a creare economie in favore di Prato. L'operazione dovrà riguardare sia l'aspetto delle risorse umane, sia quello delle risorse materiali e informatiche del palazzo di Giustizia. Alfano ha anche promesso che quando il piano per Prato sarà pronto - si è preso un anno di tempo - verrà lui stesso a presentarlo alla città.  Al ministero verranno inviati tutti i dati relativi alla funzionalità del palazzo di Giustizia «un check up completo della dotaziopne organca attuale e delle esigenzie di tribunale e procura - spiega Mazzoni - alle quali il ministero risponderà entro un mese». «Abbiamo riscontrato un'attenzione confortante - ha proseguito Mazzoni - e ha dato un notevole risultato il lavoro preparatorio che per la prima volta ha messo a confronto un ministro e i vertici degli uffici giudiziari della città».  Entro venti giorni gli uffici pratesi presenteranno anche un quadro completo sul flusso dei reati e nelle settimane successive sarà fatta dal ministero una valutazione complessiva. Prato risulta penalizzata rispetto alla media regionale in termini di organici e sarà pertanto necessario un riequilibrio in favore della città. In ogni caso il ministro ha tenuto a rimarcare l'autonomia dei magistrati. Al ministero spetta, infati, di segnalare degli indirizzi ma il trasferimento delle toghe spetta al Consiglio superiore della Magistratura.  «L'accoglienza attenta che abbiamo ricevuto - ha tenuto a sottolineare il procuratore capo Piero Tony - pone le sue basi sulla preparazione dell'incontro fatta dall'onorevole Mazzoni e dal sindaco Cenni. Al ministro erano infatti già chiari i tratti salienti delle nostre necessità. Ci sono state fornite indicazioni che seguiremo pedissequamente e se otterremo qualcosa vorrà dire che non saranno state promesse vane».  Apprezzamento per l'esito dell'incontro è stato espresso dal presidente dell'Ordine degli Avvocati Lamberto Galletti. Si tratta in definitiva di un lavoro iniziato e che vedrà il suo compimento nelle prossime settimane.

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