Il Tirreno

Prato

IL PRESIDENTE GENOVESE

«Per dare risposte, continuità nell'azione giudiziaria»

Il presidente del Tribunale Francesco Antonio Genovese
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Il presidente del Tribunale Francesco Antonio Genovese

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 PRATO. «Sono contento che il ministro abbia capito che Prato può diventare un laboratorio anche sul fronte della risposte giudiziarie». Il presidente del tribunale Antonio Francesco Genovese è di ritorno a Prato, assieme al procuratore capo Piero Tony, al sindaco Roberto Cenni, al presidente dell'Ordine degli avvocati Lamberto Galletti e al deputato Riccardo Mazzoni, dopo l'incontro con guardasigilli Alfano. «Sa che c'è l'urgenza di dare risposte - continua - anche giudiziarie ai problemi di una citta che ha subito un flusso migratorio così vasto e che si trova con una comunità cinese che è la più numerosa d'Italia». Le risposte che il presidente del Tribunale si attende sono su più fronti: «Prima di tutto è necessario dare continuità all'azione giudiziaria ed è quindi necessario che i magistrati restino a Prato. Spesso invece accade - aggiunge - che per la vicinanza con la sede di Firenze chiedano il trasferimento». E' già accaduto e accadrà ancora: in novembre se ne andranno altri magistrati e l'ultimo dirà addio a gennaio. «E' urgente quindi che le sostituzioni - continua Genovese - avvengono in tempi congrui». Tanto per fare un esempio: il presidenza di una delle sezioni del tribunale, è stato sostituto dopo due anni. «Infine c'è da affrontare la questione degli amministrativi: da 55mila sono passati a 40mila un taglio impressionante che ha creato seri disagi alle sedi giudiziari bloccate anche - precisa il presidente - nel turn over». Con il ministro è stato affrontato anche il problema del rinnovo della dotazioni tecnologia: «Non dico tutti - conclude Genovese - ma almeno una parte di computer che ormai sono obsoleti, sono da rinnovare». C. O.

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