Sicurezza
Occupati a salvare il futuro
Miriam Monteleone
◗
Nelle foto a sinistra unassemblea, lo studio e un momento di relax Gli studenti del Copernico: «La scuola è la nostra casa»
4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. «Non è un'occupazione sessantottina, ma una forma di protesta pacifica che manifesta il dissenso di un'intera scuola. Coesa, compatta ma soprattutto intenzionata a ribellarsi contro i tagli del governo alla Pubblica istruzione e alla Cultura». Con queste parole gli studenti del Copernico difendono l'occupazione dell'istituto in corso da lunedì mattina. La prima a Prato legata alla riforma Gelmini, visto che il Dagomari ha occupato per motivi interni all'istituto (l'interruzione dei lavori allo spazio polivalente). Ma con l'occupazione ecco arrivare anche le prime polemiche. La preside Lucia Napolitano venerdì scorso ha preso subito le distanze dalla protesta, facendo pubblicare sul sito della scuola un intervento in cui chiede agli studenti l'immediata interruzione dell'occupazione, richiamando inoltre i docenti a garantire le lezioni anche in presenza di pochi alunni. I ragazzi intanto hanno dovuto affrontare anche le perplessità dei genitori. «Non si tratta di un'azione studentesca violenta - precisa Paolo Gruni, uno dei leader - I tempi sono cambiati, non siamo più nel Sessantotto, l'occupazione si sta svolgendo in un clima pacifico tra svaghi e momenti di confronto. Chi vuole può fare lezione, gli insegnanti vengono a scuola regolarmente. E' quello che abbiamo cercato di spiegare anche alle famiglie lunedì sera, nel corso di un incontro qui a scuola. Ma si sa, occupare una scuola è considerata "un'azione illegale" ed è normale che preside e docenti non ci sostengano nella protesta». «Fino ad oggi l'occupazione è stato un mezzo di protesta abusato - continua lo studente - per molti un pretesto per marinare le lezioni, ma non è questo il caso. Abbiamo deciso di occupare in massa per dare un segno forte come scuola e non come singoli. Il nostro slogan è "la scuola è la nostra casa, la protesta la nostra voce". Organizzeremo anche una manifestazione, forse alla fine della settimana». Intanto il primo giorno e la prima notte d'occupazione sono trascorsi senza disagi. A dormire sono rimasti solo i firmatari, una quarantina in tutto, tutti maggiorenni. Gli studenti minorenni avevano l'obbligo invece di lasciare la scuola entro mezzanotte. Accesso vietato ad estranei e studenti di altre scuole. Nel corso della prima giornata si sono svolti forum, dibattiti e incontri informativi a cui hanno partecipato anche studenti universitari. Poi, finito l'orario di lezione, le aule si sono trasformate in camerate. Qualche chitarra per intonare canzoni goliardiche, molti cartoni di pizza sparsi per terra, portatili accesi, giochi di società e qualche mazzo di carte. L'adrenalina è a mille, c'è voglia di passare del tempo insieme ma anche di spenderebene il tempo a disposizione. «Ci siamo divisi i compiti - fa sapere un rappresentante - Abbiamo costituito un comitato di sicurezza e uno organizzativo. Facciamo turni per stare all'entrata a controllare chi entra e chi esce e soprattutto che non vengano danneggiati gli arredi scolastici». Intanto c'è chi lavora anche a un programma d'incontri da realizzare nel corso della settimana. Stamani dopo le 8,30, al Copernico è atteso lo scrittore Sandro Veronesi (tra gli studenti c'è anche uno dei suoi figli). Che i tempi sono cambiati ce lo dimostrano anche le ragazze della scuola, che forse hanno meno da rivendicare rispetto agli "angeli del ciclostile" del passato, ma che anche oggi hanno grinta da vendere. «Abbiamo voluto portare l'occupazione anche fuori dalle mura della scuola - spiega invece Susanna Benassai, aspirante rappresentante - Ieri pomeriggio in piazza del Comune abbiamo realizzato un flash mob. Siamo rimasti immobili con dei libri sulla testa. Un gesto che ha dietro un appello preciso: vogliamo che la cultura protegga il nostro futuro perchè qui a forza di tagliare non si sa dove andiamo a finire. Questa occupazione ci vede tutti d'accordo, anche le matricole hanno dimostrato solidarietà e non solo seguendo la logica del bivacco. Sono certa che riusciremo ad andare avanti per tutta la settimana, in maniera costruttiva e senza perdere tempo». «Non ero molto d'accordo sull'occupazione all'inizio - fa sapere invece Chiara Cipriani, 4ª Ds - Occupare è un'azione illegale. Ma poi ho visto che la maggioranza era favorevole e voglio dare il mio sostegno ai compagni perchè ce n'è davvero bisogno e le motivazioni della protesta sono valide. I ministri continuano a tagliare sul nostro futuro, ma hanno stipendi profumati, auto di lusso e portaborse. Le scuole piangono miseria, a noi sono stati tagliati i bidelli e gli insegnanti, per non parlare dei luoghi della cultura. I musei e i teatri non hanno soldi per restare aperti, è un disastro. Ma noi dobbiamo istruirci e ne abbiamo il diritto».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
