Sicurezza
I maldipancia Pdl in una riunione di maggioranza: giunta accusata di poca attenzione
Lega infuriata con Bettazzi
Cri.Or.
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Il presidente del consiglio Maurizio Bettazzi Minaccia una mozione di sfiducia. A dividere sono gli stranieri
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PRATO. Maggioranza in ebollizione in Comune. Nulla a che vedere con quanto accade a Firenze o Lucca, ma anche il Pdl pratese scalpita, chiede maggiore autonomia, affila i coltelli in vista di un futuro incerto, almeno a livello nazionale. Solo pulsioni, per il momento, ma emerse distintamente nella riunione di maggioranza che si è tenuta lunedì in Comune. Sindaco, consiglieri, assessori, capogruppi (Roberto Baldi, Pdl, Emilio Paradiso, Lega, Antonio Longo, Udc), segretari e coordinatore di Pdl (Riccardo Mazzoni e Filippo Bernocchi), Udc (l'esordio del nuovo segretario provinciale Giovanni Bambagioni) e Lega (Federico Tosoni). E con la partecipazione del presidente del consiglio Maurizio Bettazzi. Protagonista di un capitolo a parte dei malumori che affliggono la maggioranza e che potrebbero trasformarsi in qualcosa di ben più serio. La Lega Nord è in rotta di collisione con il presidente del consiglio. Ad accendere la miccia - ma Bettazzi è sotto osservazione da parecchio tempo - un'intervista su un settimanale locale nella quale Bettazzi, sulla questione immigrazione, argomento da nervi scoperti, dice basta - in sintesi - alla politica da sceriffi della Lega. Contrasto trattato a margine della riunione di maggioranza, con un confronto veloce tra Tosoni e Bettazzi e - pare - un chiarimento. Che però non deve aver soddisfatto a pieno la Lega che potrebbe arrivare se non avrà la soddisfazione che chiede, a confezionare una mozione di sfiducia sul presidente del consiglio. Difficile che si arrivi così lontano perchè si metterà in moto la diplomazia, ma i ben informati sostengono, nel caso la mozione arrivasse, che a sostenerla potrebbero essere con più probabilità gli esponenti Pdl di quelli dell'opposizione. L'accusa mossa a Bettazzi? Di restare ben saldo nel Pdl ma con il cuore e soprattutto le dichiarazioni, spostate su Futuro e Libertà, il partito di Fini, rappresentato a Prato da un solo consigliere, Federico Lo Russo. I maldipancia però non finiscono qui. Il gruppo Pdl lamenta una scarsa considerazione da parte della giunta Cenni, chiede maggior raccordo e soprattutto più informazioni preventive (proposto da Bambagioni un nuovo organismo in grado di fare da cinghia di trasmissione). Un documento con elencate le richieste e che impegnava il sindaco a farsi garante della nuova fase, era girato nei giorni precedenti la riunione di maggioranza. Ma è rimasto, lunedì, nella tasche degli estensori. In realtà la "fronda" è stata poco più che virtuale - anche grazie alla mediazione di Cenni - mentre è stata riaffermata da parte di alcuni l'esigenza di una maggiore autonomia di pensiero. Qual è il rischio di una situazione così confusa, soprattutto in casa Pdl? Che si arrivi, come in altre parti della Toscana, alla creazione di un "Pdl 2" in grado, con la forza dei numeri, di incrinare il fronte che sostiene la giunta.
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