Gioco
Rivoluzione al Macrolotto zero parte il nuovo Piano strutturale
Cristina Orsini
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Linee generali per la città di domani targata giunta Cenni. Dopo oltre un anno di lavoro assieme all Ufficio di Piano il sindaco, l'assessore all'Urbanistica Gianni Cenni - coi coordinatori del Piano Gianfranco Gorelli e Riccardo Pecorario - hanno presentato gli snodi del nuovo Piano strutturale. «Si tratta - ha spiegato l'assessore - della presentazione delle linee strategiche che accompagneranno lo sviluppo della città nei prossimi anni e non dei progetti di trasformazione che troveranno attuazione con il nuovo regolamento urbanistico. Un primo passo che da ora in avanti sarà condiviso con la città».
Due gli appuntamenti: a Venezia tra pochi giorni dove Prato presenterà «il progetto di rigenerazione urbana» ad un convegno di urbanistica e l'11 novembre al Metastasio dove alle 21,30 sindaco, assessore e tecnici avvieranno il processo di partecipazione. Le idee. Il progetto di sviluppo di città intreccia il marcketing territoriale, caro al sindaco «attraverso lo sviluppo del sistema dei parchi - spiega l'assessore - con nuovi collegamenti tra Gonfienti etrusca e i siti della Calvana e la valorizzazione del comparto agroalimentare e con esso il parco delle Casine», con la rilettura delle esigenze del distretto tessile «che nessuno - continua Cenni - pensa di smantellare perché la matrice produttiva è ancora forte ma che ha bisogno di aiuto e strumenti per evolversi». In termini di nuovi insediamenti industriali «ma centrati sui servizi e sulla ricerca» e superando in via definitiva la "mixitè", termine inventato dal padre del Prg in vigore, Bernardo Secchi per indicare la commistione tra abitazioni e stanzoni. Ed è proprio dalla "patria" della mixitè, il Macrolotto zero, oggi diventata la Chinatown di Prato, «l'area di maggiore criticità e in emergenza», che il piano strutturale parte. Rigenerazione.
Il nuovo Piano strutturale prende in considerazione un Macrolotto allargato, non solo via Pistoiese e via Filzi, che ingloba il territorio collocato tra via Galcianese e la Declassata. Parola d'ordine: rigenerazione. Obiettivo: riduzione di quasi la metà degli edifici coperti: dai 510.500 mq attuali ai 263.500 futuri, utilizzando però i volumi in altezza: meno edifici più alti «al massimo - spiegano i coordinatori - di tre, quattro piani». Gli interventi del progetto andranno ad incidere profondamente sugli edifici industriali: solo il 18% della superficie lorda resterà per «venire destinata a nuove funzioni di attività terziaria, servizi pubblici e nuove attività produttive» e sarà collocata in una zona di Prato che oggi non c'è: tra via Galcianese e la Declassata. Dove oggi ci sono campi domani nascerà una nuova strada (che partirà dalla tangenziale e convoglierà il traffico del Macrolotto zero), nuove residenze su via San Paolo, un parco a corridoio e l'area produttiva tra via Galcianese e la Declassata.
Lo strumento che si userà sarà la perequazione: «Che in buona parte sarà utilizzato - aggiungono - nello stesso pezzo di territorio». L'82% della restante superficie, praticamente tutto l'attuale Macrolotto zero, «rappresenta la nuova edificazione». «Per diminuire i ritardi nella quota di edilizia popolare e anche per favorire la fruizione del nuovo macrolotto - spiega Gianni Cenni - il 10% delle funzioni sarà rappresentato dall'housing sociale. Con case ad affitto calmierato per nuove coppie o ad affitto a riscatto». Sulla Declassata. Già in parte noto il secondo fulcro del piano strutturale: il progetto di riqualificazione della Declassata che prevede la creazione di un parco destinato all'arte contemporanea difronte al nuovo museo Pecci, firmato Nio «con l'obbiettivo - spiegano Pecorario e Gorelli - di traformare l'arteria da autostrada a via cittadina, con servizi e verde alleggerendo la cesura tra nord e sud che provoca».
Previsti dunque un ponte pedonale tra il museo e il parco dell'arte contemporanea e l'interramento della Declassata al Soccorso: «I fondi - spiega il sindaco - li abbiamo chiesti a Regione e governo». Che fine farà il McDonald's non è ancora chiaro. Certamente dietro il parco nascerà il nuovo deposito Cap. Previsto anche il recupero di una parte dell'ex fabbrica Banci: «Ne ho parlato con il presidente Rossi - dice il sindaco - ma cosa ne faremo non lo dico». «Sarà una struttura multifunzionale - spiega l'assessore - di interesse per l'area metropolitana». E' comunque escluso il polo espositivo. Mercatale pedonale Nel piano strutturale entra anche il riassetto del centro storico: «Con l'area ospedaliera vecchia che ne sarà il fulcro». Nel progetto il territorio dove oggi sorge il Misericordia e Dolce è un parco verde con attorno un nucleo di abitazioni che potrebbero rappresentare almeno un parte della valorizzazione necessaria per recuperare i 43 milioni di euro necessari all'Asl per il nuovo ospedale. Ultimo punto: piazza Mercatale. «E' tra le piazze più importanti del centro - conclude il sindaco - e presto faremo simulazioni per capire se e come trasformarla in area pedonale».
Due gli appuntamenti: a Venezia tra pochi giorni dove Prato presenterà «il progetto di rigenerazione urbana» ad un convegno di urbanistica e l'11 novembre al Metastasio dove alle 21,30 sindaco, assessore e tecnici avvieranno il processo di partecipazione. Le idee. Il progetto di sviluppo di città intreccia il marcketing territoriale, caro al sindaco «attraverso lo sviluppo del sistema dei parchi - spiega l'assessore - con nuovi collegamenti tra Gonfienti etrusca e i siti della Calvana e la valorizzazione del comparto agroalimentare e con esso il parco delle Casine», con la rilettura delle esigenze del distretto tessile «che nessuno - continua Cenni - pensa di smantellare perché la matrice produttiva è ancora forte ma che ha bisogno di aiuto e strumenti per evolversi». In termini di nuovi insediamenti industriali «ma centrati sui servizi e sulla ricerca» e superando in via definitiva la "mixitè", termine inventato dal padre del Prg in vigore, Bernardo Secchi per indicare la commistione tra abitazioni e stanzoni. Ed è proprio dalla "patria" della mixitè, il Macrolotto zero, oggi diventata la Chinatown di Prato, «l'area di maggiore criticità e in emergenza», che il piano strutturale parte. Rigenerazione.
Il nuovo Piano strutturale prende in considerazione un Macrolotto allargato, non solo via Pistoiese e via Filzi, che ingloba il territorio collocato tra via Galcianese e la Declassata. Parola d'ordine: rigenerazione. Obiettivo: riduzione di quasi la metà degli edifici coperti: dai 510.500 mq attuali ai 263.500 futuri, utilizzando però i volumi in altezza: meno edifici più alti «al massimo - spiegano i coordinatori - di tre, quattro piani». Gli interventi del progetto andranno ad incidere profondamente sugli edifici industriali: solo il 18% della superficie lorda resterà per «venire destinata a nuove funzioni di attività terziaria, servizi pubblici e nuove attività produttive» e sarà collocata in una zona di Prato che oggi non c'è: tra via Galcianese e la Declassata. Dove oggi ci sono campi domani nascerà una nuova strada (che partirà dalla tangenziale e convoglierà il traffico del Macrolotto zero), nuove residenze su via San Paolo, un parco a corridoio e l'area produttiva tra via Galcianese e la Declassata.
Lo strumento che si userà sarà la perequazione: «Che in buona parte sarà utilizzato - aggiungono - nello stesso pezzo di territorio». L'82% della restante superficie, praticamente tutto l'attuale Macrolotto zero, «rappresenta la nuova edificazione». «Per diminuire i ritardi nella quota di edilizia popolare e anche per favorire la fruizione del nuovo macrolotto - spiega Gianni Cenni - il 10% delle funzioni sarà rappresentato dall'housing sociale. Con case ad affitto calmierato per nuove coppie o ad affitto a riscatto». Sulla Declassata. Già in parte noto il secondo fulcro del piano strutturale: il progetto di riqualificazione della Declassata che prevede la creazione di un parco destinato all'arte contemporanea difronte al nuovo museo Pecci, firmato Nio «con l'obbiettivo - spiegano Pecorario e Gorelli - di traformare l'arteria da autostrada a via cittadina, con servizi e verde alleggerendo la cesura tra nord e sud che provoca».
Previsti dunque un ponte pedonale tra il museo e il parco dell'arte contemporanea e l'interramento della Declassata al Soccorso: «I fondi - spiega il sindaco - li abbiamo chiesti a Regione e governo». Che fine farà il McDonald's non è ancora chiaro. Certamente dietro il parco nascerà il nuovo deposito Cap. Previsto anche il recupero di una parte dell'ex fabbrica Banci: «Ne ho parlato con il presidente Rossi - dice il sindaco - ma cosa ne faremo non lo dico». «Sarà una struttura multifunzionale - spiega l'assessore - di interesse per l'area metropolitana». E' comunque escluso il polo espositivo. Mercatale pedonale Nel piano strutturale entra anche il riassetto del centro storico: «Con l'area ospedaliera vecchia che ne sarà il fulcro». Nel progetto il territorio dove oggi sorge il Misericordia e Dolce è un parco verde con attorno un nucleo di abitazioni che potrebbero rappresentare almeno un parte della valorizzazione necessaria per recuperare i 43 milioni di euro necessari all'Asl per il nuovo ospedale. Ultimo punto: piazza Mercatale. «E' tra le piazze più importanti del centro - conclude il sindaco - e presto faremo simulazioni per capire se e come trasformarla in area pedonale».
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