Sicurezza
Liceo Copernico occupato contro i tagli
Alessandra Agrati
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Un gruppo di studenti allinterno del liceo Copernico da ieri occupato Contestata la riforma Gelmini. Forum e iniziative extrascolastiche
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PRATO. Da ieri mattina al liceo Copernico è finita l'autogestione e comincia l'occupazione. La decisione è stata presa a maggioranza assoluta; 1.089 pareri favorevoli su 1159 votanti. «La nostra idea - spiega Paolo Gruni uno dei promotori dell'occupazione - è di portare la protesta anche fuor dalla scuola lavorando in rete con gli altri istituti». Il programma dell'occupazione, che durerà probabilmente per l'intera settimana, prevede per la mattina l'organizzazione di forum su temi sociali come l'affollamento nelle carceri, i campi di lavoro come strumento per combattere la mafia e la realizzazione di un laboratorio che si occuperà dell'aspetto comunicativo; dalla realizzazione di una lettera da inviare al Ministro Gelmini, ai volantini che spiegano i motivi della protesta (principalmente i tagli alla scuola). Il comitato, comunque, sta vagliando anche altre attività da proporre agli studenti; durante i due giorni dell' autogestione è stato chiesto il contributo di tutti i ragazzi. «La parte più innovativa della nostra protesta - continua Gruni - è la realizzazione di manifestazioni pomeridiane fuori dalla scuola e in collaborazione con gli altri istituti. Stiamo pensando anche ad una biciclettata e a lezioni in piazza, ma su questo aspetto dobbiamo ancora risolvere alcune questioni organizzative». Il Copernico è la seconda scuola ad occupare, e questo per una scelta precisa: «Scaglionare le proteste - continua Gruni - vuol dire mantenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica, ma anche riuscire a far emergere diversi punti critici della riforma Gelmini». L'intera occupazione avverrà in un clima di non violenza e di rispetto: «Non sarà impedito ai professori di svolgere il proprio lavoro né, agli studenti che vorranno, di fare lezione - spiega Gruni - è garantito quindi a tutte le componenti della scuola una completa libertà nonostante il dichiarato stato di agitazione». La minoranza che ha votato contro ha chiaramente manifestato dubbi sulla validità dell'iniziativa. «Riteniamo - risponde Gruni - che questo sia l'unico modo per agire in nome di scuola e non di singole persone».
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