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LA CRITICA

Ciuoffo: «Si rischia di snaturare un pezzo di città»

L’ex assessore Stefano Ciuoffo
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L’ex assessore Stefano Ciuoffo

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 PRATO. Per cinque anni ha studiato la città. E gli strumenti attraverso i quali renderla attuale, in termini di sviluppo economico possibile ma anche affrontandone le contraddizioni: un cambiamento sociale epocale provocato dai flussi migratori che hanno trasformato l'area del Macrolotto zero nella Chinatown. Stefano Ciuoffo, ex assesore all'Urbanistica della giunta Romagnoli, ha qualche perplessità sulle linee generali del Piano strutturale presentato ieri dal nuovo assessore Gianni Cenni. E non le nasconde.  «Condivido gli strumenti che dichiarano di utilizzare - spiega - e in particolare quello delle perequazione, ma si tratta di linee ancora non condivise con la città e sulle quali credo si debba fare una riflessione approfondita».  All'ex assessore creano qualche dubbio numeri e percentuali: «Partendo dal presupposto che il corridoio verde tra Galciana e la Declassata era già previsto dal piano Secchi - spiega - trovo molto elevata la percentuale di demolizioni previste nel Macrolotto zero. L'82% di nuove costruzioni su ex capannoni industriali disegna un'area completamente nuova - aggiunge - e se lo strumento che verrà usato è quello della perequazione, difficilmente potrà essere spendibile sulla medesima area. Una quota così importante di trasformazioni, per non rischiare di ricreare delle densità insostenibili, dovrebbe prevedere un disegno strategico che coinvolga l'intera città. C'è bisogno cioè di un Piano strutturale che si faccia carico nel suo complesso dei nuovi carichi».  L'ex assessore che assieme all'Ufficio di Piano aveva progettato tre varianti: Macrolotto Zero, Declassata e sistema dei parchi, aveva previsto l'alleggerimento dell'area densa del Macrolotto zero, trasferendo però i diritti edificatori dei proprietari degli immobili sulla nuova area di sviluppo urbano, individuata lungo la Declassata.  Un'altra perplessità riguarda l'impatto anche a livello sociale delle trasformazioni previste nel Macrolotto zero: «A mio giudizio - spiega - resta una delle parti più vive della città. Sostituirla completamente significa perdere per sempre la dimensione di residenza, piccolo commercio, insediamenti artigiani. Prima di fare una cosa del genere è meglio che la città ne discuta». C.O.

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