Il Tirreno

Prato

Chiara e Giada, le personal shopper

Maria Lardara
Chiara e Giada, le personal shopper

Sono le prime a Prato. «Aiutiamo le donne a trovare un proprio stile»

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Un lavoro ce l'hanno già, più o meno precario. Ma il loro sogno chiuso nel cassetto è sempre stato un altro. Passaparola dopo passaparola, lo stanno realizzando due giovani e ambiziose donne pratesi, inventandosi un mestiere di sana pianta e affiancandolo all'occupazione abituale, senza dipendere da un titolare o dal vento del mercato.

E sono diventate così le prime "personal shopper" sulla piazza di Prato. Nell'era della precarietà, inventarsi un mestiere diventa quasi un affare da creativi. Loro però, Giada Baldini e Chiara Mazzoncini (28 e 39 anni), preferiscono presentarsi prima come "consulenti d'immagine", poi come "personal shopper". Non perché fa più moda o tendenza ma perché, per forza di cose, le competenze dell'uno devono presupporre quelle dell'altro. Per dare l'idea di voler fare sul serio, Giada e Chiara con "FashionImage", il nome della società che stanno mettendo su, sono entrate nell'Associazione internazionale dei consulenti d'immagine: una trentina di iscritti, solo loro provengono da Prato. Fedeli al motto di Coco Chanel che hanno scelto per la loro brochure: "Per essere insostituibili bisogna essere diversi".

«Oggi l'immagine è tutto - fa notare Giada - da questa dipende il primo interfaccia con la persona, soprattutto nei colloqui di lavoro. Come ci si presenta o come ci si muove con i gesti, può fare la differenza». Chiara e Giada sono pronte a dispensare consigli: del resto, in tasca una laurea in storia dell'arte l'una e in cultura e stilismo della moda l'altra, si stanno specializzando frequentando master e corsi. Come personal shopper si stanno facendo le ossa per trovare clienti tra Prato e Firenze, tra una pausa e l'altra delle loro occupazioni abituali (Giada lavora in un'azienda a Campi, Chiara collabora con il Museo della deportazione di Figline). Qualcuno le ha già chiamate per farsi più bella, come un'attrice pratese (per contatti www.fashionimage.it).

«Abbiamo contatti con un negozio d'abbigliamento a Calenzano - raccontano - e con negozi di abiti da sposa, in quanto i primi consiglieri sbagliati sono proprio parenti e amici che riversano pensieri e sogni sugli sposi consigliando ciò che piace a loro e non ciò che realmente si addice». Sbagliato dipingere il loro come un mestiere frivolo, in cui si spende il denaro di ricche signore della borghesia cittadina. L'andar per shopping deve essere oculato e ragionato. «Non siamo attaccate alle griffe. Il nostro compito è aiutare a creare uno stile personale - precisa Chiara - indipendentemente da cosa comprano, Zara o Gucci. Paradossalmente, in tempi di crisi, la parola d'ordine è piacersi e sentirsi bene con la propria immagine. Inoltre il personal shopper non si occupa solo di moda, ma anche di cultura ed enogastronomia con i "fashion tour" e "wine charming"».

Ma quanto si guadagna? Dando un'occhiata a realtà come Milano dove questa figura è più diffusa, si portano a casa anche 250 euro a giornata dopo aver girato una ventina di negozi con il cliente.

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