Il Tirreno

Prato

Umiliazione e rabbia per dover certificare un handicap evidente

Sara Camaiora
In corso accertamenti sul diritto agli assegni di invalidità
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In corso accertamenti sul diritto agli assegni di invalidità

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 PRATO. Hanno consegnato la documentazione, hanno portato i familiari alla visita di controllo e ora aspettano il risultato. Ma i loro figli o fratelli hanno malattie vere, certificati già verificati e un aspetto che molte volte rende inutile qualsiasi controllo. E' quanto hanno vissuto sulla propria pelle alcuni abitanti di Vaiano, membri dell'associazione d'Occasione, che riunisce familiari di persone disabili.  Come Marco Salimbeni, padre di una ragazza affetta da sindrome di Dravet, una forma di epilessia caratterizzata da un ritardo psicomotorio grave. «A luglio è arrivata la raccomandata che ci chiedeva di portare tutta la documentazione all'Inps altrimenti avrebbero bloccato le pensioni.- racconta Salimbeni- A metà luglio ho consegnato tutto e mi hanno detto che se tutto tornava non c'era bisogno di controlli aggiuntivi, invece mi hanno richiamato per una visita i primi di settembre. Mia figlia ha 23 anni, è dalla nascita che i documenti provano la sua malattia, perchè per trovare i falsi invalidi bisogna partire da chi è più debole? Non è una colpa dei medici legali o degli operatori, che tra l'altro sono molto disponibili, sono le normative dall'alto e i problemi di gestione che ricadono ingiustamente su di noi».  Stessa cosa avvenuta al signor Paolo Franchi, il cui fratello ha un ritardo mentale dovuto a una patologia neonatale. «L'umiliazione di dover dimostrare di nuovo i problemi di un figlio o di un fratello è grande e la rabbia è tanta - spiega Franchi- Noi e i nostri familiari facciamo una vita verificabile e per la maggior parte di loro basta una foto per capire i loro problemi. Doversi ripresentare a un controllo del genere fa rabbia e, a onor del vero, anche le dottoresse dell'Inps mi sono sembrate imbarazzate».  C'è anche il timore che queste visite servano a ridimensionare le pensioni, come sottolinea Franchi. «E' un sacrificio che si può fare se serve a far scovare i falsi invalidi ma la mia paura è che questa farsa serva invece a levare qualche punto qua e là a ragazzi che sembrano messi meglio e toglier loro la pensione d'accompagnamento: cercare di risparmiare due euro sulla pelle di ragazzi e famiglie già svantaggiate come le nostre mi sembra indegno di un paese civile».  E' invece quasi certa che a sua sorella, affetta da sindrome di Sotos, malattia genetica che comporta un ritardo psicomotorio, non rinnoveranno l'accompagnamento la signora Donella Grande.  «Il suo ritardo non è gravissimo ma vive comunque con una badante che la assiste 24 ore su 24 - spiega la signora Grande- All'Inps mi hanno detto che i parametri sono cambiati e che mia sorella è nei limiti. Sono d'accordo con le verifiche sui falsi invalidi ma non mi sembra giusto rimettere in discussione pratiche già assodate».

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