Toscana
PARENTI CONTRO
«Si è messo in tasca i soldi di mia zia»
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PRATO. Un prelievo sospetto di 70.000 euro in una filiale dell'Unicredit è al centro di un processo per circonvenzione di incapace nel quale è imputato un lontano parente di un' anziana donna nel frattempo deceduta. Gianfranco Milli, residente a Bibbiena, cugino del marito di Alfride Piona, è accusato di aver approfittato della scarsa lucidità della novantenne, residente in via Gherardi fino alla sua morte, per mettersi in tasca i soldi della pensionata. Ad accusarlo è il nipote della donna, che nel 2006 ha presentato una denuncia querela che ha dato origine al processo, ora in corso davanti al giudice Ettore Nicotra. Ieri il giudice ha ascoltato il nipote, un maresciallo della Finanza e altri testimoni, tra cui un'amica della novantenne, che ha raccontato delle strane visite di Milli insieme ad altre persone. «Alfride mi disse che le avevano fatto firmare delle cedoline, ma non aveva chiesto che cosa fossero» ha detto la testimone. Secondo lo psicologo Giovanni Fazzi, l'anziana non era lucida nell'ultimo periodo della sua esistenza. Il processo è stato aggiornato al 12 dicembre.
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