La manifestazione
«Ottimo lavoro di squadra»
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Via libera del Parlamento europeo al marchio made in Sì europeo al marchio "made in", il presidente Marini canta vittoria
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PRATO. «Il prossimo passo sarà la codecisione con il Consiglio europeo: vedremo se i Governi avranno il coraggio di schierarsi in maggioranza contro una volontà così netta dei loro stessi cittadini»: così Riccardo Marini, presidente dell'Unione Industriale Pratese. E' questo il commento a caldo la notizia del via libera del Parlamento europeo al regolamento per l'etichettatura obbligatoria delle merci importate nella Ue. Fra queste, anche i prodotti tessili: su questo fronte l'Unione Industriale è impegnata da ben prima che, nel 2005, si aprisse il dossier che ieri ha ricevuto l'approvazione del Parlamento. Il voto di quest'ultimo non lascia spazio a dubbi: 525 voti favorevoli, 49 contrari e 44 astensioni. Eloquente la motivazione addotta dalla relatrice Cristiana Muscardini a sostegno del provvedimento, la cui approvazione, ha detto, garantisce "ai cittadini europei il diritto di conoscere la provenienza di ciò che acquistano", come succede già in India, Cina e USA, cancellando cosi "il deficit democratico fino a ora subito". Poche settimane fa l'Unione Industriale Pratese aveva espresso grande soddisfazione per la votazione della Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo, che ha aperto la strada alla pronuncia di oggi; l'Unione sottolineò allora che il regolamento vedeva impegnati in prima persona oltre a Muscardini anche Gianluca Susta e Niccolò Rinaldi. Già allora si parlò di gioco in casa, con un lavoro di squadra che seppe andare al di là dei diversi schieramenti politici in nome di un comune obiettivo. «Oggi si è avuta la conferma che gli italiani se vogliono lavorare insieme possono raggiungere grandi obiettivi - conclude Marini -. In ogni caso il segnale dei rappresentanti diretti dei cittadini europei è chiaro: occorre trasparenza e riconoscibilità per l'origine dei prodotti. Ed è altrettanto chiaro che in questo modo si intende salvaguardare sia scelte di consumo consapevoli sia la manifattura europea, della cui importanza finalmente si comincia ad accorgersi. Ora comincia un altro livello di impegno, quello propriamente politico: è necessario che il nostro Governo e gli altri favorevoli al provvedimento svolgano un'intensa opera di persuasione verso i contrari, così da scongiurare la possibilità di blitz dei paesi del nord Europa che sono tutt'altro che da escludere». «Personalmente - esordisce entusiasta l'onorevole europeo della Lega Nord Claudio Morganti - quella odierna è più che una vittoria perché significa aver fatto un piccolo passo in aiuto e in nome di tutte quelle aziende che a Prato hanno chiuso e di quelle che versano in una profonda crisi. I nostri distretti tessili, grazie a questo regolamento, trarranno cospicui benefici e potranno intraprendere un cammino di ripresa e sviluppo, assolutamente necessario per l'intero settore manifatturiero italiano».
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