Il Tirreno

Prato

Caso Cecchi, la Finanza acquisisce l'atto di nomina

Paolo Nencioni
Da sinistra Gestri, Melighetti e Cecchi
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Da sinistra Gestri, Melighetti e Cecchi

La Corte dei Conti vuole accertare se è stato provocato un danno erariale

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 PRATO. La delibera con la quale la giunta provinciale ha nominato Giancarlo Cecchi direttore generale dell'ente è stata acquisita mercoledì mattina dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria.  I militari sono stati inviati in Provincia dalla Procura presso la sezione regionale della Corte dei Conti, alla quale nei mesi scorsi aveva presentato un esposto il Popolo delle libertà.  La tormentata vicenda della discussa nomina di Cecchi, dunque, oltre a suscitare le polemiche politiche tra maggioranza e opposizione, avrà uno strascico giudiziario. Il Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle, diretto dal maggiore Davide Masucci, dovrà verificare la correttezza della nomina e, in caso contrario, l'eventuale danno erariale. Per farlo, dovrà districarsi tra una quantità di norme e dunque si prevedono tempi lunghi per avere una risposta.  La Provincia, in assenza di commenti ufficiali del presidente Lamberto Gestri, dà una lettura minimalista della visita della Finanza, niente più di un atto dovuto in presenza di un esposto. L'opposizione invece è di tutt'altro avviso, col capogruppo Pdl Cristina Attucci. «Abbiamo espresso più volte molti dubbi in merito alla procedura con cui è stata portata avanti l'assunzione del direttore generale - scrive Cristina Attucci - Gestri e la sua maggioranza hanno continuato, nonostante tutto, ad andare avanti per la loro strada. Adesso che tutti gli atti sono stati prelevati, attendiamo che sia data una risposta su questa vicenda che ha fatto molto discutere e che speriamo arrivi a conclusione».  Il caso Cecchi, al quale l'opposizione contesta di non essere laureato, è esploso nel mese di aprile e, un mese dopo, ha portato alla sfiducia dell'assessore Gabriella Melighetti, che si era opposta alla nomina. Lamberto Gestri, appoggiato dall'allora segretario del Pd Bruno Ferranti, disse che c'erano ben tre pareri legali favorevoli e l'opposizione replicò che quei tre pareri erano pagati dallo stesso direttore generale.

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