Il Tirreno

Prato

Allarme sfratti: si arriverà a 2.000

Maria Lardara
Uno sfratto e l’assessore comunale Dante Mondanelli
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Uno sfratto e l’assessore comunale Dante Mondanelli

L'assessore Mondanelli: «Case nelle fabbriche dismesse del Macrolotto»

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PRATO. Suona un campanello d'allarme per Prato. E si chiama emergenza sfratti: oltre duemila inquilini pratesi rischiano di trovarsi o si trovano già in mezzo alla strada. E tutto da un giorno all'altro. Più poveri, più sfratti. In tempi di vacche magre, si sa, si fa sempre più fatica a pagare le mensilità dell'affitto di casa. Si fa presto così a ritrovarsi senza un tetto per mangiare e dormire, e a bussare alla porta dei servizi sociali del Comune. La situazione ora rischia di scivolare di mano. Il verdetto emesso dall'assessore comunale alle Politiche sociali Dante Mondanelli durante l'iniziativa di ieri pomeriggio del consorzio Edilcoop, per la presentazione del bilancio sociale 2009, è chiaro: «A fine anno ci ritroveremo con oltre 2mila sfratti, nel 2009 erano stati 1600. Siamo una città con caratteristiche uniche in Toscana. In Comune vengono a chiedere aiuto cittadini che mai avrebbero pensato di rivolgersi un giorno ai Servizi sociali». Per far fronte al disagio abitativo di una città che ha cambiato pelle e invoca una nuova stagione per l'edilizia popolare, Mondanelli metterà una proposta sul piatto di Salvatore Allocca, l'assessore regionale al Welfare con cui avrà un colloquio venerdì prossimo. «Serve un progetto casa speciale per Prato, proprio per le sue specificità dal punto di vista demografico. Di recente è uscito un bando da 44milioni per la Toscana: non c'è un mattone per Prato, dove siamo in ritardo di migliaia di appartamenti. All'assessore proporrò degli strumenti ad hoc per la nostra realtà. La Regione dà 1600 euro per metro quadrato sull'edilizia pubblica: un'ipotesi potrebbe essere quella di chiedere una deroga, in modo che la differenza, data la peculiarità pratese, ce la metta la Regione». La tirata d'orecchie alla Regione insomma c'è stata: proprio accanto a Mondanelli ieri pomeriggio sedeva l'ex sindaco Fabrizio Mattei, ora consigliere regionale del Pd e presidente della commissione casa. E la discussione, moderata da Silvia Pieraccini del Sole 24 Ore, ha potuto prendere così una piega più vivace. Del resto, era stato Federico Bettarini, presidente di Edilcoop, a soffermarsi sull'ultimo piano casa della Regione, rispetto alle previsioni di social housing privato o a compartecipazione pubblico-privato. «Si continuano a fare bandi con criteri vecchi, occorre invece un nuovo sforzo comune sulle politiche abitative. Del resto, è finita l'epoca dei Peep e non possiamo più permetterci di fare piani regolatori che non tengano conto dei bisogni di edilizia sociale».  «Il Comune di Prato - ha ricordato Mondanelli - non ha caserme sul territorio su cui costruire. Si potrebbero avviare trattative con chi ha ricomprato i capannoni dismessi del Macrolotto in questo modo non ci sarebbe territorio da consumare perché gli alloggi sarebbero costruiti laddove erano previsti». Una proposta che non dispiace a Mattei: «Se il Comune avanzerà la richiesta all'assessore regionale la sosterrò. Aree con edifici dismessi non hanno infatti lo stesso costo dei terreni da espropriare».

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