Il Tirreno

Prato

Dagomari, prima occupazione

Miriam Monteleone
Alcuni studenti del Dagomari davanti alla scuola occupata
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Alcuni studenti del Dagomari davanti alla scuola occupata

Stavolta la Gelmini non c'entra, si protesta per i lavori non fatti

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 PRATO. L'istituto tecnico Dagomari è occupato da ieri, ma la riforma Gelmini questa volta non c'entra. Motivo della protesta sono piuttosto i lavori - interrotti da tempo - per la realizzazione di alcune aule, un auditorium e una palestrina destinate alla scuola.  «Ieri mattina abbiamo indetto un'assemblea straordinaria - spiega Tommaso Alberoni, rappresentante della Consulta studenti - L'occupazione dell'istituto è stata votata dal 95% dei partecipanti. La nostra è una protesta "personale" che riguarda il cantiere aperto e dimenticato della nostra scuola, dove in teoria dovrebbero sorgere auditorium, aule e una palestrina. I lavori sono iniziati otto anni fa e poi per il fallimento della ditta che aveva l'appalto, non sono mai stati portati a termine».  «Abbiamo chiesto all'assessore Menchetti una risposta- continua il rappresentante - ci aveva garantito che i lavori sarebbero ripartiti a settembre con l'inizio della scuola, ma così non è stato. Siamo stanchi di aspettare, in questa scuola ci sono circa 700 studenti, abbiamo bisogno di nuovi spazi. Questa occupazione è un modo per chiedere l'attenzione della Provincia e dell'opinione pubblica, forse una maniera forte, ma necessaria».  L'occupazione andrà avanti anche nelle ore notturne. Al momento dodici studenti maggiorenni si sono assunti la responsabilità dell'istituto. Mentre un altro gruppo di studenti ha messo a punto un piano delle attività da svolgere: la mattina saranno organizzati forum, gruppi di studio e dibattiti; il pomeriggio attività di svago.  «Non sappiamo ancora per quanti giorni andrà avanti l'occupazione - conclude Tommaso - quanto servirà a far ricominciare i lavori. Io sono due anni che sono rappresentante e non si è smosso nulla su questo fronte. Solo promesse e intanto noi siamo costretti a fare l'assemblea d'istituto divisi in 4 gruppi perchè non c'è uno spazio in grado di ospitarci tutti, per non parlare delle aule e dell'ora di educazione fisica». I ragazzi del Datini hanno invece optato per un'autogestione, mentre ieri al Livi si è tenuta un'assemblea dei rappresentanti delle scuole per fare il punto della situazione a un mese dalla prima campanella.

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