Proteste
Il sogno è un posto da vigile
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Una fase della preselezione al Gramsci-Keynes Esercito di 561 candidati da tutta Italia per 13 contratti
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PRATO. In 561 per 13 posti da vigile urbano. E' successo ieri pomeriggio, quando un esercito di precari e di disoccupati proveniente da ogni angolo d'Italia a caccia del posto fisso ha affollato il Gramsci-Keynes di via Reggiana dove si teneva la preselezione del concorso del Comune per l'assunzione di 13 agenti di polizia municipale. Alle 15 si sono aperte le porte dell'edificio scolastico per permettere alla "carica dei cinquecentosessantuno" di tentare la sorte. La forte sproporzione tra domanda e offerta evidenziano un sogno sempre più diffuso e sempre più difficile da realizzare. C'è chi ci prova per la prima volta, chi è già al bis e chi non le conta neanche più. Il campione è variegato geograficamente parlando. Tantissimi i campani. Qualche siciliano. I pratesi fanno la parte del leone, ma non mancano fiorentini e pistoiesi. Tredici posti a tempo indeterminato in una pubblica amministrazione, evidentemente, sono una calamita irresistibile. Tra i 561 aspiranti vigili, ci sono molti disoccupati, ma anche persone che hanno già un posto, ma precario. In particolare troviamo tante persone già impiegate come vigili, ma a tempo determinato. «Faccio il vigile stagionale nel comune di Montignoso - spiega un giovane proveniente da Massa Carrara - Provo a passare al posto fisso». C'è chi, come un trentenne di Pistoia, ha alle spalle un'esperienza da agente, ma al momento è a casa perché si trattava solo di contratti precari. Il posto di vigile ha il suo appeal anche su chi fa un mestire completamente diverso. «Lavoro in un negozio di bricolage - spiega un giovane pratese - Sono al mio secondo concorso. Penso sia una buona opportunità. Mi piacerebbe diventare dipendente pubblico». I più giovani sono anche quelli che la prendono con più filosofia. Marco, di Prato, ad esempio, ci aveva già provato due anni fa, ma lui stesso ammette «non ero tanto preparato». Rimboccarsi le maniche. Oggi un concorso, domani un colloquio, domani l'altro ancora un pacco di curriculum da spedire ovunque. «Sono disoccupata da due anni e mezzo - confessa una ragazza giovanissima diplomata in ragioneria - Mi sono detta "mi butto" anche se continuo a muovermi per conto mio alla ricerca di lavoro anche presso privati». Tra loro c'è ancora qualche sognatore seppur con già tre concorsi alle spalle. Viene da Siena e ha origini siciliane: «Dopo un percorso di studi, tento di arrivare ad un posto». Rare invece, le persone provenienti dal tessile nonostante la crisi del distretto, ma il fato ha due spiegazioni. Intanto il limite di età di 32 anni imposto ai partecipanti e poi la richiesta di un diploma tra i requisiti. Due fattori che bloccano la strada alla maggior parte degli operai tessili senza lavoro. Ieri i cinquecentosessantuno partecipanti hanno dovuto rispondere a 30 domande in 30 minuti. Il 25 ottobre saranno resi noti i nomi degli ammessi alle prove successive. Saranno solo 150. Per loro è previsto un test psicoattitudinale il 27 ottobre, poi, il 12 novembre, si comincia a fare sul serio con la prova scritta. E.B.
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