Sicurezza
Tre condanne e due assoluzioni
Le opere d'arte false venivano vendute in tv
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MONTECATINI. Tre condanne e due assoluzioni dopo una camera di consiglio di un'ora e mezzo. Il processo scaturito dall'inchiesta "Quadro sicuro" su un giro di dipinti falsi venduti per autentici arriva ad un primo giudizio con la sentenza pronunciata ieri pomeriggio in tribunale a Prato. Una sentenza che arriva a sei anni e mezzo dall'arresto di sette persone accusate, a vario titolo, di confezionare e vendere, attraverso case d'aste e programmi dedicati in tv, delle patacche spacciate per vere. I condannati. Enrico De Leidi, nato a Boscotrecase (Napoli) 59 anni fa e residente a Viareggio, considerato uno dei promotori della truffa, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi (il pm Sergio Affronte ne aveva chiesto cinque e mezzo); Andrea Ballerini, 72 anni, di Firenze, mercante d'arte ed ex presentatore di aste di quadri in televisioni locali, a 3 anni (chiesti 4 anni e 8 mesi); Roberto Lucchesi, 50 anni, nato a Rimini e domiciliato a Borgo a Buggiano, televenditore, un anno e 6 mesi (3 anni e 10 mesi). Assolti. Assolti per non aver commesso il fatto Progresso Manzetti, 71 anni, di Montevarchi, titolare di una società che commercializzava le tele taroccate e per il quale pm aveva chiesto 3 anni e 2 mesi, e Maurizio Giorgi, 61 anni, di Montecatini, il pittore accusato di fabbricare i quadri farlocchi. Per lui erano stati chiesti 4 anni. L'inchiesta. L'operazione "Quadro sicuro" nacque nel marzo 2004 quando la casa d'aste Farsetti di Prato chiede al curatore dell'archivio della Fondazione Manfredi di giudicare un quadro dell'artista portato da un collezionista che vive in città. Il quadro viene ritenuto un falso. Alla richiesta di spiegazioni sull'origine della tela il proprietario fa i nomi di De Leidi e Ballerini. A quel punto partono le indagini che conducono gli investigatori in un capannone di Novoli a Firenze dove vengono scoperti di centinaia di quadri dipinti da anonimi pittori come copie d'autore. Solo che la firma veniva cancellata e al suo posto comparivano quelle di Picasso, Fontana, Bueno, De Chirico, Warhol, Schifano, Mirò, Treccani.
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