Il Tirreno

Prato

Metterà in scena Brecht, sul palco i cinesi di Prato

Il Metastasio a New York con un pezzo di Chinatown

Miriam Monteleone
A sinistra, Paolo Magelli e Pamela Villoresi A destra, un’immagine della Chinatown pratese
◗
A sinistra, Paolo Magelli e Pamela Villoresi A destra, un’immagine della Chinatown pratese

3 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Un'operazione teatrale d'integrazione, affidata al testo di Bertold Brecht e a un cast di attori non professionisti, provenienti dalla Chinatown pratese. Nella primavera dell'anno prossimo il Metastasio porterà al Festival della Spiritualità, prima di Roma e poi di New York, lo spettacolo "L'anima buona di Sezuan". Si tratta di una famosa parabola cinese sul tema del bene e del male, che il drammaturgo tedesco scrisse intorno al 1940. Il testo è stato scelto dal Met per un progetto d'integrazione straordinario, che vedrà protagonisti attori e musicisti della nostra comunità cinese, selezionati attraverso alcuni laboratori, con la mediazione delle associazioni cinesi del territorio. Lo spettacolo che sarà realizzato in lingua cinese, con sottotitoli in italiano, debutterà a Officina Giovani nel mese di marzo.  «Da qualche anno dirigo a Roma e a New York il Festival della Spiritualità - spiega l'attrice pratese Pamela Villoresi - E' un lavoro che porto avanti con una trentina di artisti, coinvolgendo centri culturali stranieri. Quest'anno mi è stato chiesto di lavorare sulla Cina e io ho pensato di coinvolgere Prato e il Metastasio. L'idea è piaciuta a Paolo Magelli che ha subito pensato a come metterla in pratica con questo spettacolo».  «I cinesi non conoscono il nostro modo di fare teatro - dice il direttore artistico del Metastasio - Come tutti i lavori di Brecht si tratta di un testo musicale, che noi porteremo in scena con un cast di interpreti solo cinesi, provenienti dalla seconda generazione d'immigrati. Studenti e lavoratori con velleità artistiche, che abbiano voglia di fare un'esperienza teatrale europea e d'integrarsi con noi attraverso il teatro. Per tradurre il testo dal tedesco al cinese abbiamo coinvolto in questa operazione anche il Goethe Institut di Monaco di Baviera. La regia sarà affidata a un esperto d'integrazione Gianluca Barbadori; alle musiche ci penserà invece il compositore macedone Ljupco Konstatinov, rispettando il pentatonico cinese, ovvero la scala musicale utilizzata in Cina».  Il progetto ha conquistato l'attenzione dell'amministrazione comunale e del sindaco Cenni. «Questo lavoro affronta senza dubbio un tema vicino alle problematiche del nostro quotidiano - ha commentato il primo cittadino - Apprezzo molto il lavoro che il Metastasio sta facendo e trovo che questo spettacolo sia un'ottima occasione per sperimentare concretamente l'integrazione. Sono iniziative come queste che aiutano a migliorare le relazioni tra le diverse comunità che abitano il nostro territorio. Ci sarà da trovare i fondi però, ma siamo fiduciosi, anche la Regione ha mostrato grande interesse per il progetto».  «E' un'opportunità di grande valore per Prato - ha aggiunto l'assessore Beltrame. L'importante è crederci. Quando si ha a che fare con diverse etnie il rispetto, il bene dell'istruzione e il valore della cultura non devono mai venir meno».  «L'arte e il teatro possono essere un elemento d'unione tra comunità diverse - afferma invece Umberto Cecchi, presidente del Met - Sono certo che sapremo trarre giusto insegnamento da questa favola cinese per abbattere i muri che ci dividono dalla comunità cinese presente a Prato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa