Il Tirreno

Prato

Gli ordini cinesi attirano i lanifici

Maria Lardara
Un lanificio e, sotto, Benelli A destra, Gestri e il vicesindaco di Wenzhou
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Un lanificio e, sotto, Benelli A destra, Gestri e il vicesindaco di Wenzhou

A chi toccheranno le forniture? Pratotrade si candida per mediare

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PRATO. Il piatto è ghiotto. E fa già gola a tanti lanifici del distretto. I duemila metri di stoffa firmati Pontetorto che 15 imprenditori di Wenzhou hanno portato a casa come primo effetto dell'accordo siglato in Provincia giovedì scorso, a confronto sono noccioline. La partita per accaparrarsi una fornitura di un milione di metri di stoffa, rigorosamente targata "made in Prato", sta stuzzicando non poca curiosità. In ballo c'è qualcosa come 10 milioni di euro. La domanda che ci si pone in questi ambienti ora è: a chi toccherà? Anche perché non capita tutti i giorni vedere dei pezzi grossi da Wenzhou bussare alla porta dei lanifici pratesi, tanto più per una fornitura così cospicua.  «Noi ci siamo: anzi, invitiamo la delegazione venuta a Prato a visitarci in occasione dei workshop a Pechino e Shanghai dal 1º al 5 novembre», fa sapere Alessandro Benelli, presidente di Pratotrade, il consorzio costola dell'Unione industriale che annovera oltre una sessantina di produttori di tessuto (anche Pontetorto).  Pronto a candidarsi nel ruolo di interfaccia con le aziende se e quando da Wenzhou (nell'arco del 2011) si faranno avanti per l'ordine. Per ora la palla resta nelle mani della Provincia che dovrà monitorare il rispetto degli accordi siglati tra Provincia, Camera di commercio e associazione per l'abbigliamento di Wenzhou: ovvero, "garantire" che così tanti metri di stoffa escano poi davvero dai magazzini pratesi con destinazione Wenzhou.  Pratotrade guarda alla finestra. «Si tratta di vedere come l'operazione sarà gestita - osserva il direttore Vincenzo Pagano - se a livello di iniziativa politica o con contatti con singole imprese. Ben venga l'interesse verso i nostri prodotti, l'importante è che questo non si traduca solo in una dichiarazione d'intenti. Anni fa, all'epoca dell'accordo di gemellaggio, ci fu già una manifestazione d'interesse per i tessuti pratesi, poi caduta nel nulla. Un milione di metri - fa notare Pagano - è un numero importante ma come fatturato in termini di distretto abbiamo bisogno di fare di più». Tenendo conto che, dati Pratotrade alla mano, i lanifici pratesi sfornerebbero circa 200 milioni di metri di stoffa all'anno, si capisce come un milione di metri sia solo una goccia nel mare.  Ma perché dei facoltosi imprenditori di Wenzhou dovrebbero fare acquisti a Prato? Chi li conosce bene è l'ex assessore Giancarlo Maffei, padre del gemellaggio della Provincia con Wenzhou. Dietro le quinte ora c'è lui a tessere pazientemente i fili di questa partnership commerciale: «A Wenzhou il comparto dell'abbigliamento donna è in crescita, dopo che si è consolidato quello maschile per il quale finora i cinesi si rifornivano a Biella. Questo atto d'impegno non è casuale: comprano qui perché a loro serve un tessuto di qualità e fantasia. Potevano farlo altrove, ma hanno scelto Prato perché con la Provincia c'è un accordo politico».

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