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Cap, decine di posti a rischio
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Utenti Lam alla fermataNapolitano: «Dubbi sulla gara e allarme occupazione»
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PRATO. «Per reggere bisogna che la Regione, risparmiando su tutto il possibile in altri settori, garantisca a Prato tagli sostenibili». E' l'incubo trasporto pubblico locale dopo che la scure del governo ha "decapitato" i fondi regionali per i Tpl toscani di 200 milioni di euro. E Antonio Napolitano, assessore provinciale, non la manda a dire. «Sono preoccupato per le troppe incertezze sui servizi relativi al 2011, sono perplesso sui termini della gara regionale e ancora più preoccupato per le ricadute occupazionali». La mobilitazione è generale per tentare di fare chiarezza su una questione che - invece - resta molto confusa. L'assessore regionale Luca Ceccobao che da una settimana organizza incontri - sia con gli enti locali sia con i sindacati - non ha ancora rivelato l'entità del taglio dei fondi che ricadrà sulle province (si saprà a fine mese) nè sono stati illustrati i criteri: tagli lineari uguali per tutti? Tagli che tengono conto delle capacità delle aziende che il servizio lo gestiscono? Forti dubbi anche sulla possibilità di indire una gara, come ha annunciato Ceccobao, entro un anno. «La tempistica crea preoccupazioni - è il parere di Napolitano - perché difficilmente ci saranno i tempi tecnici. Per una gara di quella portata occorreranno sei mesi solo per la burocrazia». Chiare, invece, restano le eventuali conseguenza per i sindacati. «La Cgil sta avviando una campagna di informazione capillare - spiega Giampiero Goti, segretario Cgil del comparto trasporti - per fare capire alla cittadinanza la portata della situazione. Perché se i finanziamenti diminuiranno del 10% si potrà parlare di tagli anche in termini occupazionali, ma se arrivernno a trenta si metterà a rischio l'esistenza stessa del servizio pubblico e con esso quella dell'azienda». Di simulazioni - del tutto informali - se ne stanno già facendo. Minori risorse per il 30% del totale (16 milioni di euro) comporterebbero un taglio netto di circa 4 milioni. Se il costo di un mezzo è di circa 3mila euro l'anno, verrebbero eliminati dal servizio circa 13 autobus per un totale di almeno una trentina, se non di più, di lavoratori in esubero. «Trenta in prima battuta - sottolinea l'assessore Napolitano - perché un servizio peggiore e con ticket più alti provocherebbe senza dubbio un allontanamento degli utenti che invece con l'istituzione delle Lam sono raddoppiati». Insomma un disastro. Che potrebbe iniziare già a partire dal 2011. «Le conseguenze dei tagli - spiega il presidente Cap Giuseppe Gori - si avvertiranno non tra un anno ma tra due mesi. C'è bisogno che tutto il territorio si faccia carico del servizio». Come a dire che dovranno essere gli enti locali, Comune e Provincia in primis, ad arrivare là dove la Regione non potrà. In termini di denaro, ovviamente. Ma i bilanci di Comune e Provincia molto difficilmente lo permetteranno: «Di più della spesa storica, cioè un milione 400mila euro - dice con chiarezza Napolitano - la Provincia non potrà mettere. Anche quest'anno i nostri conti verranno contratti del 40%. Abbiamo già fatto uno sforzo eccezionale - continua - per garantire quella somma. La Provincia ha tagliato su tutto: dalla cultura al sociale. L'unico settore nel quale gli investimenti sono rimasti uguali è, appunto, il trasporto pubblico perché per noi significa scuola, anziani, lavoratori, cioè welfare». Mobilitato anche il vicesindaco Goffredo Borchi che ieri, alla riunione regionale Anci, convocata anche per affronatare il tema dei Tpl, ha lanciato l'allarme. «C'è bisogno di un conferenza di tutti i sindaci convocata per approfondire la questione del trasporto - dice - E in seconda battuta è necessario un confronto con il presidente della Regione per trovare assieme la soluzione migliore». Di «azione di lobby di Comune e Provincia di Prato assieme a tutti i Comuni del circondario - parla invece Napolitano - affinchè Prato venga rappresentata come merita quando si farà la ripartizione dei tagli. Il presidente Rossi ha detto che la rinascita della Toscana parte dal Prato, questo è il momento di iniziare».
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