Gioco
Lassistenza al ventunenne disabile ha avvicinato la comunità orientale alla Cui
Storia di amicizia nel nome di Xing I cinesi finanziano la cooperativa sociale
Maria Lardara
◗
In posa davanti al tempio buddista la Cui e lassociazione cinese. Sopra, a pranzo insieme 4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Una "gita" culturale come tante altre, per socializzare meglio e scoprire i luoghi del territorio. Una volta alla sinagoga ebraica di Firenze, un'altra volta al tempio dei buddisti cinesi in piazza della Gualchierina. Qui, in mezzo ai profumi d'incenso e colorate icone che riportano ai culti d'Oriente, è scoccata la scintilla e all'ombra di Buddha è sbocciato un piccolo esempio d'integrazione fatto di scambi e doni reciproci: dodici ragazzi disabili inseriti nel "Giardino dei Sei", il centro diurno della cooperativa sociale Cui, sono stati presi a cuore dalle vecchiette con gli occhi a mandorla che pregano a tutte le ore del giorno nelle casa dei fedeli buddisti, davanti all'altare sacro. «In quest'ultimo anno siamo stati praticamente adottati dall'associazione dei buddisti cinesi - spiega Antonella Cocchi, operatrice sociale della "Cui" - da cui abbiamo ricevuto inviti a pranzo a base di cucina vegetariana come nella loro tradizione a tavola». Ma la folta comunità di Zu Long e Wang Shou Lin (segretario e presidente dell'associazione cui fa riferimento il 70% dei credenti asiatici di Prato) ha fatto di più: tre giorni fa alcuni di loro si sono presentati sulla soglia di via dei Sei per elargire un'offerta in denaro, la seconda in un anno, donando in tutto 4.500 euro alla cooperativa sociale. «Dovevano passare a portarci delle fotografie e ci hanno sorpreso con questo regalo», racconta Antonio Bicchielli, dirigente della cooperativa con sede davanti al Fabbricone (non lontano dal tempio buddista quindi), dal 1975 impegnata ad assistere disabili giovani e adulti grazie a una convenzione con l'Asl 4. «Un fatto eccezionale, visto che per statuto non dipendiamo da finanziamenti privati o donazioni. A prescindere comunque dal denaro - osserva Bicchielli - questi rapporti rappresentano un piccolo esempio di convivenza possibile come scambio di umanità, esperienze e contatti. Per questo come cooperativa ci teniamo a ringraziare pubblicamente l'associazione buddista». E pensare che tutto era nato da una telefonata: Maryam, collega di Antonella, si era messa in contatto un anno fa con il tempio per trovare una guida in italiano, con l'idea di portare lì in visita i ragazzi disabili. Nel dna della cooperativa c'è sempre stato infatti l'obiettivo di stimolare questi giovani alla conoscenza del territorio. Ma tra quei giovani portatori di handicap spuntava un viso "familiare" per chi frequenta il tempio: quello di Zhang Xing, 21 anni e da cinque a Prato, evidentemente quanto basta per apprendere un italiano praticamente perfetto e guadagnarsi l'affetto dei compagni italiani che, con lui, trascorrono le giornate a "Il Giardino dei Sei". La sua è una famiglia di imprenditori, residenti in via Rossini. Gente integrata e che lavora dalla mattina alla sera, come raccontano le operatrici Maryam e Antonella. Hanno voluto inserire il figlio disabile in una struttura italiana. La storia di Zhang Xing, che ha insegnato ai compagni più in difficoltà a lavarsi i denti e vorrebbe tanto prendere l'autobus per tornare a casa, ha fatto breccia nel cuore dei buddisti cinesi. Così, l'ultima volta Xing ha festeggiato il 21º compleanno al tempio con una torta di panna e fragole sfornata da una pasticceria pratese che ha deliziato il palato di tutti i ragazzi invitati. Ma non sono tutte rose e fiori perché i genitori di Xing storcono la bocca al pensiero che il figlio prenda l'autobus, a quanto fanno sapere le operatrici della "Cui", a causa di un certo clima creatosi in città. E allo stesso tempo, sembra che qualche mamma italiana abbia fatto storie all'idea di mandare il figlio a festeggiare un compleanno insieme a tanti cinesi. «Questo clima infarcito di pregiudizi e luoghi comuni - fa notare Bicchielli della cooperativa - denuncia una non volontà di conoscere l'altro, oltre a uno scarso livello di curiosità». Non capita tutti i giorni che un'associazione cinese dispensi 5.000 euro a una realtà del territorio attiva nel sociale. Un gesto fatto in silenzio e con amore. Del resto era stato proprio qualche giorno fa il sindaco Roberto Cenni, nell'annunciare un dossier per il governo di Pechino, a chiedere sforzi d'integrazione alla comunità cinese nei campi della sanità e della scuola. «Tutto - aveva ribadito - aiuterebbe a dimostrare un'inversione di marcia nei rapporti tra le comunità italiana e cinese».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
