Il Tirreno

Prato

Primarie e preferenze entrano in Chiesa

Consigli pastorali, si vota anche Poggio, Carmignano e Montemurlo

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 PRATO.Anche alcuni comuni pratesi (Poggio a Caiano, Carmignano e Montemurlo che ricadono nella Diocesi di Pistoia) partecipano all'"election day" che attende la chiesa pistoiese, con tanto di primarie e con la possibilità da parte dei votanti, a differenza di quanto accade con il "porcellum" regionale e nazionale, di esprimere preferenze.  Nelle circa 80 parrocchie attive sul vasto territorio diocesano (dall'Abetone a Vinci), il 20 febbraio 2011 si svolgerà una autentica "tornata elettorale" per eleggere i Consigli pastorali parrocchiali (Cpp), organismi di consultazione e partecipazione alla vita della comunità ecclesiale di cui recentemente è stato approvato lo statuto tipo.  Questo documento (varato dal Consiglio presbiterale diocesano: organismo formato 20 da sacerdoti che affiancano il vescovo Mansueto Bianchi) sta arrivando in questi giorni a tutti i sacerdoti. Lo ha spedito il vicario pastorale insieme a una bozza di regolamento tipo e a un "preambolo" che inquadra la questione da un punto di vista teologico-pastorale.  Che tutte le parrocchie della diocesi (sulla carta sono più di cento, ma quelle in effetti attive sono una ottantina) scelgano una stessa data per rinnovare, o insediare per la prima volta, i Cpp è un forte auspicio ("così che l'elezione diventi un momento che accomuna tutta la diocesi"). E la data indicata è, appunto, domenica 20 febbraio 2011. Potranno candidarsi anche i sedicenni ma è obbligatorio essere già passati a cresima. Entro il 13 marzo i nomi degli eletti dovranno essere comunque trasmessi in diocesi, con tanto di e-mail e di eventuali incarichi pastorali in parrocchia o in diocesi.  Ed è consigliato "un adeguato cammino di formazione" affinché le parrocchie siano preparate a questa elezione e "le persone siano aiutate a capire lo spirito del Concilio Vaticano II sulla chiesa come mistero, comunione, missione".  Per questo cammino formativo è indicata una "traccia": se le parrocchie sono troppo piccole, il consiglio è quello di fare sinergia con quelle più vicine. E' poi consigliata una "esperienza di fraternità" - si potrebbe quasi fare un paragone con una sorta di "primarie" - cioè "un pomeriggio di assemblea parrocchiale dove ognuno racconta le attività che fa in parrocchia, le gioie e le fatiche del proprio servizio, le prospettive".  In alternativa si possono invitare i parrocchiani "per un vespro o una meditazione del parroco seguita da uno scambio fra i presenti". E in entrambi i casi è suggerito di concludere con "un momento di fraternità": una cena da svolgersi nei locali della parrocchia. Vengono poi indicate tracce di preghiere e suggerita anche l'idea di un pellegrinaggio o di un ritiro parrocchiale.

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