Il Tirreno

Prato

Da piatto povero a sfizio di gourmet L'ascesa del fico secco

Sopra, fichi stesi a seccare In alto, i premiati
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Sopra, fichi stesi a seccare In alto, i premiati

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 CARMIGNANO. Qualcuno ha detto una volta che siamo un popolo pieno di fantasia. Ebbene, tra ieri e sabato, Carmignano ne ha dato una piccola prova. Prendi un fico secco ad esempio, piatto un tempo povero ed oggi sfizio da gourmet: 20 euro al chilo quelli di Carmignano, in una stagione carica di acqua che ha fatto sì che se ne producesse appena una dozzina di quintali. Del dolce frutto ieri era la festa, organizzata dal Comune e dai quindici produttori del posto.  E così girando tra i banchi delle ex cantine Niccolini, nel pieno centro del paese da dove già all'inizio del Novecento il vino di Carmignano prendeva la via delle Alpi e dell'oceano, scopri che un fico può essere essiccato al sole, come sul Montalbano appunto o a Giungano in Campania (dove di fichi secchi, Dop, ne producono 8.000 tonnellate l'anno), ma anche cotto lentamente in forno aggiungendoci finocchio e mandorle, come a San Michele Salentino in Puglia, il comune gemellato con Carmignano da un paio di anni. Oppure scopri che con il fico secco - anzi, con più fichi secchi - ci puoi fare una sorta di fagottino ripieno di scorze di arancia candita, zucchero e cioccolato o di mandorle o di nocciole. La famiglia Girotti di Amelia, in provincia di Terni in Umbria, li prepara dal 1830. Ed anche loro ieri erano a Carmignano. Fantasia appunto. E qualità. In mezzo a bancarelle che ieri hanno richiamato più di un visitatore e su cui non c'erano solo fichi secchi, ma anche biscotti dei pasticceri locali, olio d'oliva, salse, marmellate ed altri prodotti di stagione. Ma la fantasia più grande probabilmente è quella dei venti cuochi dilettanti che con 26 ricette hanno partecitato alla terza edizione del fortunato concorso bandito dal Comune. Protagonista naturalmente ancora il fico secco. Dieci sono state le ricette selezionate per l'assaggio che si è svolto ieri pomeriggio. Alla fine ha vinto "Il coniglio ficoso" di Silvano Gastaldo di Comeana: «un piatto che esalta lo spirito di questa manifestazione» ha detto Moreno Ianda, chef del ristorante "La Bussola" della Catena a Quarrata. Con lui in giuria c'erano anche il pasticcere di Carmignano Giovanni Bellini dello storico biscottificio I' Fochi e il giornalista Fabrizio Lucarini. Il secondo posto è andato a Graziella Bellinzoni di Prato, con la "schiacciata di nonna Italia", che «nella sua semplicità e incredibile bontà ben esprimeva il territorio». Un dolce anche per il terzo posto: la "crostata di ricotta e fichi secchi" di Cinzia Corsini di Pistoia, che ha avuto i complimenti personali del pasticcere Giovanni Bellini. E siccome la giuria è stata indecisa fino all'ultimo c'è scappato pure un quarto premio fuori programma: per le "reginette ai fichi" presentate da Sandra Niccoli di Carmignano. W.F.

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di Redazione web