Toscana
La nuova frontiera sono gli aiuti agli investimenti
Ba. Bu.
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Da sinistra, Simoncini Polverini e Tajani Critiche all'Ue sui dazi tolti al Pakistan. Tajani: «Ci occuperemo di "made in" e piccole imprese»
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PRATO. Sul palco del Forum delle Pmi, ieri al PalaFarsetti, una passerella di "big". Dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, al vicepresidente della commissione europea Antonio Tajani, all'assessore regionale alle Attività produttive Gianfranco Simoncini, fino alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che ha chiuso i lavori davanti a una platea di cinquecento persone. Una due giorni fitta di interventi all'insegna della fiducia. Fisco, aiuti finanziari a chi investe, sostegno alla crescita: sono i temi principali da cui nessuno degli intervenuti ha potuto prescindere. Non sono mancati nemmeno gli accenni alla manifestazione Fiom alla quale ha partecipato anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, assente al palco del Forum. E' toccato all'assessore regionale Gianfranco Simoncini tracciare lo scenario in cui operano le imprese in Toscana. «Gli annunciati tagli del 60% alle risorse interne aggraveranno la situazione», ha detto. Tuttavia, «la Regione cercherà, come ha sempre fatto, di rimanere vicina alle situazione di crisi». «Vogliamo andare avanti con le nostre politiche di sostegno al lavoro - ha detto - Negli ultimi anni, 500 imprese hanno avuto accesso al credito grazie alle garanzie della Regione. Adesso è arrivato il momento di spostare questa liquidità a favore degli investimenti perché c'è bisogno di sostenere il riposizionamento competitivo del nostro manifatturiero». Dure le critiche arrivate all'Europa dalla base di Confindustria. La stessa Marcegaglia ha dichiarato di essere contraria alla decisione dell'Ue sull'abbattimento dei dazi per l'ingresso delle merci dal Pakistan. «Non possimo levare tutti i dazi noi - ha osservato - e non riuscire a importare in questi paesi. Non si tratta di protezioni, ma di avere una reciprocità». Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea ha assicurato tuttavia che la linea di Bruxelles va in un'altra direzione: «Il documento che verrà approvato a fine mese mette al centro la politica per la piccola industria. Porteremo avanti la direttiva sui pagamenti in tempi più rapidi ai fornitori della pubblica amministrazione, con penali dell'8-9% sui ritardi, ritardi che in alcuni casi hanno portato alla morte imprese più piccole. Un altro fronte è il riconoscimento del "made in": cercheremo di far in modo che cresca il numero di paesi favorevoli all'etichettatura d'origine». Prima di prendere la parola per la chiusura del convegno, Marcegaglia è stata nuovamente accolta da una standing ovation. «La vicinanza della base - ha detto - è l'unica cosa che conta per me». Chiaro il suo riferimento al clima di tensione nel Paese che ha coinvolto anche Confindustria. «Non sono ricattabile e non intendo prestarmi al teatrino della politica - ha aggiunto - Respingerò ogni tentativo di piegare la mia autonomia». Sì alla riforma del fisco: «La politica di rigore che il Governo sta portando avanti è necessaria - ha sottolineato - ma sono dell'idea che occorra reperire le risorse per finanziare una riforma Universitaria per il bene della ricerca».
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