Trasporti
Una standing ovation per Emma
Barbara Burzi
Tre minuti di applausi. Marini: «E' sbagliato aiutare solo i più forti»
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PRATO. Il lungo applauso degli imprenditori riuniti ieri al Forum della piccola media impresa era tutto per lei. La platea ha accolto calorosamente il leader di Confindustria Emma Marcegaglia che, a sorpresa, ha fatto il suo ingresso in sala prima della chiusura dei lavori della prima giornata dedicata all'economia. Un segnale di forte compattezza recepito da tutti i presenti. Lo ha sottolineato lo stesso presidente della piccola industria Vincenzo Boccia all'inizio del suo intervento a fine serata, invitando Emma Marcegaglia ad andare avanti con un impegno politico "no partisan". Parole che la numero uno di Confindustria - oggi chiuderà la due giorni di Forum - ha accolto seguendo la platea nell'applauso durato oltre tre minuti. Chiusura col botto dunque per la prima giornata del Forum delle Pmi, tornato a Prato dopo tre anni di assenza. E' toccato al presidente dell'Unione industriale Riccardo Marini aprire i lavori con un intervento che ha evidenziato «il bisogno delle imprese di definire nuove rotte».
Molti i riferimenti al distretto pratese e alla crisi. Considerata da Marini per lo più acqua passata, anche se «rimangono le incertezze sulla continuità dei segnali positivi che si percepiscono con varie incognite fra cui quella determinante dei cambi, ed in particolare del rapporto dollaro-euro-yuan», ha detto. Non è mancata l'occasione per esprimere lo sgomento per le condizioni in cui operano le piccole imprese. In particolare, per i trattamenti riservati a quelle del settore tessile abbigliamento dalla stessa Europa «che nel giro di poche settimane svende il settore prima alla Corea e poi al Pakistan con l'abbattimento dei dazi sulle merci in entrata». Giù duro anche con il fisco: «Le piccole imprese non devono essere spremute - ha sottolineato Marini - ma incoraggiate, supportate e promosse». Il presidente degli industriali pratesi ha poi criticato la scelta di concentrare risorse e attenzioni solo sulle eccellenze rivendicando «sostegni mirati a quelle imprese che vivono momenti difficili». «Sono rischiosi eccessi di darwinismo che mirano a salvaguardare solo ciò che è solido - ha precisato - Se non ci si cura dei punti critici si possono intaccare equilibri difficilmente riproducibili. Le reti locali sono un patrimonio da salvaguardare, i nostri territori devono divenire nodi locali di intrecci più vasti».
La sua è, semmai, una strategia che guarda alla «logica della doppia rete». «Questo ci consentirebbe - ha proseguito Marini - di superare la logica per cui non si può avere successo se non si è abbastanza grandi: l'importante è valorizzare i vantaggi competitivi che derivano dalle specificità di ognuno». Infine la diffusione dei dati di un'indagine sul credito svolta dall'Unione su un gruppo di 60 imprese pratesi di vari settori e da cui si evidenziano segnali di fiducia. Il dato più importante riguarda i finanziamenti: l'82% del campione di imprese ha avuto accesso al credito e il 37% l'ha impiegato per investimenti a medio-lungo termine. «Tuttavia - ha precisato Marini nel suo discorso - è necessario che gli investimenti vengano sostenuti con determinazione da tutti i soggetti che hanno la possibilità di farlo, a cominciare dalle istituzioni nazionali e regionali. Senza disconoscere iniziative positive che ci sono state e che continuano a esserci, mi preme sottolineare che i provvedimenti in materia sono efficaci nella misura in cui sono certi, tempestivi e continuativi».
Molti i riferimenti al distretto pratese e alla crisi. Considerata da Marini per lo più acqua passata, anche se «rimangono le incertezze sulla continuità dei segnali positivi che si percepiscono con varie incognite fra cui quella determinante dei cambi, ed in particolare del rapporto dollaro-euro-yuan», ha detto. Non è mancata l'occasione per esprimere lo sgomento per le condizioni in cui operano le piccole imprese. In particolare, per i trattamenti riservati a quelle del settore tessile abbigliamento dalla stessa Europa «che nel giro di poche settimane svende il settore prima alla Corea e poi al Pakistan con l'abbattimento dei dazi sulle merci in entrata». Giù duro anche con il fisco: «Le piccole imprese non devono essere spremute - ha sottolineato Marini - ma incoraggiate, supportate e promosse». Il presidente degli industriali pratesi ha poi criticato la scelta di concentrare risorse e attenzioni solo sulle eccellenze rivendicando «sostegni mirati a quelle imprese che vivono momenti difficili». «Sono rischiosi eccessi di darwinismo che mirano a salvaguardare solo ciò che è solido - ha precisato - Se non ci si cura dei punti critici si possono intaccare equilibri difficilmente riproducibili. Le reti locali sono un patrimonio da salvaguardare, i nostri territori devono divenire nodi locali di intrecci più vasti».
La sua è, semmai, una strategia che guarda alla «logica della doppia rete». «Questo ci consentirebbe - ha proseguito Marini - di superare la logica per cui non si può avere successo se non si è abbastanza grandi: l'importante è valorizzare i vantaggi competitivi che derivano dalle specificità di ognuno». Infine la diffusione dei dati di un'indagine sul credito svolta dall'Unione su un gruppo di 60 imprese pratesi di vari settori e da cui si evidenziano segnali di fiducia. Il dato più importante riguarda i finanziamenti: l'82% del campione di imprese ha avuto accesso al credito e il 37% l'ha impiegato per investimenti a medio-lungo termine. «Tuttavia - ha precisato Marini nel suo discorso - è necessario che gli investimenti vengano sostenuti con determinazione da tutti i soggetti che hanno la possibilità di farlo, a cominciare dalle istituzioni nazionali e regionali. Senza disconoscere iniziative positive che ci sono state e che continuano a esserci, mi preme sottolineare che i provvedimenti in materia sono efficaci nella misura in cui sono certi, tempestivi e continuativi».
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