Il Tirreno

Prato

Pistole e coltelli alla mano rapina in un laboratorio

Pistole e coltelli alla mano rapina in un laboratorio

Rapina la notte scorsa in una ditta cinese di confezioni a Prato, nella frazione di Tavola. Sette o otto i malviventi  tutti cinesi, entrati in azione alle 1.30

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Rapina la notte scorsa in una ditta cinese di confezioni a Prato, nella frazione di Tavola. Sette o otto i malviventi entrati in azione - volto travisato con passamontagna, tutti di nazionalità cinese secondo quanto riferito dai carabinieri -, armati di pistole e coltelli, hanno minacciato il titolare, che è anche stato colpito alla testa rimanendo lievemente ferito, e i lavoratori presenti al momento del blitz.

Erano circa le 1.30 di notte in via di Nebbiaia, all'interno della confezione 'Jacopo'. La rapina, spiegano i carabinieri, intervenuti con il nucleo investigativo di Prato, ha registrato un magro bottino: 300 euro e un pc portatile. Dopo il colpo i rapinatori hanno legato e imbavagliato i presenti e quindi sono fuggiti.

In un primo momento, una guardia giurata aveva segnalato alla centrale operativa del 112 che all'interno della confezione c'era stato un furto, poi le testimonianze raccolte hanno fatto emergere che si trattava di una rapina. Non è il primo colpo con queste modalità che avviene nella comunità cinese di Prato ma anche nell'Empolese.

Lo scorso 19 settembre a Poggio a Caiano (Prato) altro blitz in un'azienda cinese, furono rubati valori per ventimila euro. In quel caso almeno cinque i malviventi del commando travisati con passamontagna e armati. Il 14 settembre altro colpo simile in una confezione gestita da cinesi a Empoli (Firenze): bottino da oltre 50 mila euro, furono rapinati di contanti e preziosi una quindicina di operai. Altro episodio a Castelfiorentino (Firenze) lo scorso 14 luglio: quasi 10.000 euro il bottino in contanti fra soldi dell'azienda e dei lavoratori.

I carabinieri confermano l'esistenza di più bande organizzate che sono a conoscenza della presenza, nelle aziende manifatturiere cinesi, sia nel Macrolotto pratese sia nell'hinterland empolese, di ingenti somme di denaro contante. Gli stessi militari spiegano che alcune rapine non vengono neanche denunciate perchè avvengono in opifici e ditte irregolari e quindi c'è la paura di incorrere in sanzioni da parte delle forze dell'ordine.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa