Il Tirreno

Prato

La "bomba d'acqua" c'è stata davvero e anche la risposta della Protezione

Dante Mondanelli   assessore alla Protezione civile del Comune
Dante Mondanelli
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 «Tutto è opinabile, meno, da Galileo in poi, la scienza sperimentale. Il prof. Francesco Santi, che nel suo intervento pubblicato sul Tirreno del 13 ottobre, bolla come "ridicola e pretestuosa" la definizione di "bomba d'acqua" che il sottoscritto ha dato al fenomeno meteorologico avvenuto la notte del 5 ottobre, mescola le opinioni con i dati scientifici. Ecco, appunto su questo mi piacerebbe chiarire, perchè le opinioni sono una cosa, i dati scientifici un'altra. Primo, la definizione è tecnica e non è stata da me inventata: è detta "bomba d'acqua" dai metereologi una "precipitazione piovosa eccezionale concentrata in un breve lasso di tempo". Su Prato, nella terribile notte del 4-5 ottobre, sono piovuti 100 mm di acqua in 2 ore e mezza (per fare un paragone, in un intero autunno talvolta non si raggiunge questo livello). Dall'archivio pluviometrico risulta la più intensa precipitazione nelle 24 ore dal 1919 al 2000. Se a Santi non piace il termine "bomba" perché sembra cattivo, mi dispiace, ma lo trovo invece corretto, perchè la bomba d'acqua è davvero cattiva e provoca danni e devastazioni: vedi le cronache di Livorno del 7 ottobre 2008, del 5 agosto di quest'anno sia a Pisa che a Livorno, o a Quarrata il 6 ottobre, inginocchiate da fenomeni analoghi, sebbene di minor entità.  Secondo: mai detto che questa è "l'unica causa della tragedia". Questo è il fenomeno naturale accaduto. Punto. Sulle eventuali responsabilità legate agli eventi di via Ciulli gli inquirenti stanno facendo il loro lavoro di indagine ed a loro ci affidiamo serenamente. Esattamente come per un terremoto si esprime l'intensità in gradi, ma poi si valutano le responsabilità dei danni derivanti da edifici mal costruiti. Informo comunque il prof. Santi che nella notte del 5 ottobre vi sono stati oltre 200 interventi in città per allagamento e il sottopasso di Pratilia è stato chiuso per 30 minuti: quindi tutte le forze sono state impegnate su un territorio vastissimo, non solo per "quel sottopasso". Purtroppo lì si è consumato il dramma che è stato per tutti un profondo dolore. Colgo l'occasione anche per ringraziare tutti gli operatori (i volontari soprattutto) che hanno profuso tutte le loro energie ed hanno vissuto insieme a me l'amarezza della sconfitta.

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