Il Tirreno

Prato

L’assessore regionale Simoncini sta seguendo il processo di incorporazione di Cariprato

I sindacati chiedono garanzie

G.C.
L’interno della sede di Cariprato
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L’interno della sede di Cariprato

All'incontro in Regione unica assente la Popolare di Vicenza

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 PRATO. C'erano tutti, o quasi, all'incontro fissato da mesi in Regione per discutere degli scenari che si apriranno per i dipendenti di Cariprato una volta ultimato il processo di fusione per incorporazione con la Banca Popolare di Vicenza. Molte le incognite legate al prossimo futuro che tengono col fiato sospeso i rappresentanti dei lavoratori.  Ieri pomeriggio a Firenze a colloquio con l'assessore regionale Gianfranco Simoncini c'erano i rappresentanti sindacali di Fiba Cisl, Fisa Cgil e Falcri, il dirigente comunale Giovanni Ducceschi, la vicepresidente provinciale Ambra Giorgi. Assente, sembra per un disguido, l'amministratore delegato della Bpvi e presidente di Cariprato, Divo Gronchi.  Nell'incontro con l'assessore Simoncini i sindacati hanno ripercorso le ultime vicende che hanno interessato la banca pratese, dall'avvio del progetto di incorporazione alla decisione della Fondazione Cariprato di cedere la propria quota, l'8%, in cambio di 33 milioni e 400mila euro. Una scelta, quest'ultima, ritenuta, negativa, perché destinata a rendere meno stretto il collegamento tra Prato e la capogruppo. «Abbiamo chiesto all'assessore Simoncini - spiega Diego Viti, rappresentante Fisa Cgil - di seguire con attenzione la situazione occupazionale e il peso specifico che avrà la direzione regionale. La gestione del credito, per l'economia pratese, costituisce un aspetto cruciale». «Dal nostro punto di vista - prosegue Viti - nutriamo diversi timori: il rischio di una caduta professionale, ovvero personale che sarà chiamato a svolgere compiti diversi da quelli svolti fino ad oggi, la mobilità e non ultimo quello di possibili esuberi».  Su questo aspetto interviene anche Riccardo Meacci (Falcri): «Nella lettera che l'azienda ci ha inviato, in cui si annuncia l'avvio della trattativa per la fusione, si parla genericamente di un processo di ristrutturazione che riguarderebbe 75 persone, ma non è chiaro se tra questi vi siano inclusi anche i colleghi che andranno in pensione entro il 31 dicembre 2010». Si sa già che alcuni dipendenti si troveranno di fronte ad un bivio: o accettare un mutamento di mansione o mantenerla ma trasferendosi a Vicenza. E questo perché alcune mansioni svolte a Prato passeranno, una volta avvenuta l'incorporazione, nella sede centrale vicentina.  Vista l'assenza della Bpvi l'assessore regionale Simoncini ha assicurato che chiederà un incontro all'amministratore delegato Gronchi e che successivamente vi sarà un nuovo incontro fra tutte le parti per aggiornare la situazione.

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