Il Tirreno

Prato

Birra e sigarette nella casa di Lin ricostruita al Pecci

Riccardo Tempestini
Michael Lin all’inaugurazione al Pecci
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Michael Lin all’inaugurazione al Pecci

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 PRATO. La birra artigianale di Vaiano e le sigarette di Taiwan gratis per i visitatori della mostra di Michael Lin al centro Pecci, da oggi alle 18,30 fino al 13 febbraio 2011.  Come anticipa il titolo della mostra, curata da Felix Schober e Marco Bazzini, l'artista considera l'arte come un dono da condividere con il visitatore, lo invita a entrare nell'opera, lo promuove a protagonista delle proprie installazioni.  Michael Lin, celebre per i suoi grandi dipinti a parete e su pavimento ispirati ai motivi floreali dei tessuti taiwanesi e giapponesi ha scelto il museo pratese perchè ha avuto la possibilità di presentare l'evoluzione della sua ricerca culturale iniziata, nel 1996.  In questa prima antologica Lin ha invitato a collaborare agli allestimenti gli architetti giapponesi Atelier Bow-Wow, presenti nel padiglione del Giappone alla Biennale dell'Architettura 2010 a Venezia. Con loro ha definito un allestimento per una casa privata con salotto, un bar, una sala da gioco, una biblioteca, una saletta video, un giardino e infine le stanze da tè.  L'Atelier Bow-Wow ha modificato alcuni spazi interni delle sale espositove, come il passaggio tra la sala 6 e la 7 grazie a profili di porta diagonali. All'inaugurazione e durante la mostra Michael Lin apre la sua casa e, nello spazio del bar, offre agli spettatori un'edizione speciale della Taiwan Beer, per l'occasione prodotta a Vaiano dalla società Bibere, insieme alle sigarette taiwanesi Long Life.  All'ingresso è presente un elemento dell'architettura tradizionale cinese: lo schermo-paravento che impedisce la visione diretta dell'interno e protegge l'intimità della casa. Nella prima sala l'artista ha messo alcuni tappeti e un lettore cd, invitando i visitatori a sedersi, dopo essersi tolte le scarpe. Nelle sale seguenti c'è un grande wall painting che interviene direttamente sull'architettura esistente, applicandovi sopra un motivo tessile usato tradizionalmente per occasioni di festa come i matrimoni. Per instaurare un dialogo con la pittura di murales moderna e con la collezione del Centro, Lin ha chiesto di rendere visibile un murale preesistente di David Tremlett.  Nella sesta sala è stata ripresentato lo showroom Moroso, esposto per la prima volta al Salone del Mobile di Milano, una delle prime collaborazioni dell'artista con una grande azienda, a cui ha fatto seguito il rapporto con Illy Caffè per il quale Lin ha realizzato una edizione speciale dei barattoli in alluminio e una serie di tazzine da caffè dai quali ha tratto anche un'opera pittorica.  Il lavoro per Moroso è anche una delle sue opere più politiche e di denuncia sociale. Lin ha creato un pavimento ispirato a un tappeto afgano, i cui motivi ornamentali sono formati da una serie di carri armati, bombe a mano e mitragliatrici, a cui ha contrapposto i divani della collezione Nella sala seguente l'artista presenta la sua biblioteca privata, progettata dagli architetti giapponesi dell'Atelier Bow-Wow per la sua casa di Bruxelles. Questa biblioteca, in cui sono presenti i libri della sua collezione, rende visibili alcuni dei riferimenti culturali dell'artista.  L'opera è illuminata dall'interno e proietta sul pavimento il contorno frastagliato del profilo urbano da cui gli architetti hanno preso ispirazione.  Nella sala seguente l'opera destruttura l'idea dell'unico e mette in evidenza la molteplicità degli usi potenziali di un oggetto al di là della sua destinazione originale.  L'artista riveste lo spazio museale con carta da parati decorata con fiori di susino e introduce una serie di tele azzurre sulle quali sono presenti motivi floreali lungo i loro bordi. Nel giardino creato per il Centro Pecci non ci sono regole: il visitatore è invitato a sedersi o a camminare sopra la superficie dipinta facendosi avvolgere e coinvolgere dai colori.

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