Il Tirreno

Prato

Basta poltronifici e guerre per bande

Testo raccolto   da Cristina Orsini
Ilaria Bugetti
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Ilaria Bugetti

I candidati democratici promettono: parte "l'anno zero" del partito

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Provate in poche battute a fare una proposta per la città che caratterizzi un partito di sinistra.  Bugetti: Innanzitutto rimetto al centro la legalità. Perchè, sbagliando, l'abbiamo delegata al centrodestra. La legalità è un concetto di sinistra, perché vuol dire tutelare i più deboli. La seconda cosa è il lavoro. Abbiamo perso la battaglia nelle fabbriche, perchè gli operai votano Lega. Dobbiamo riappropriarci di questo tema, parlando ai giovani. Se c'è una cosa che la sinistra sa fare è progettare il futuro per le nuove generazioni. Di sinistra è la sostenibilità, che esprime un concetto molto chiaro: non compromettere il mondo e lasciare risorse per le generazioni future. Con la xenofobia, il populismo, l'arroganza e l'individualismo, che sono concetti della destra, non si costruisce una società per il futuro. Dobbiamo spostare - altra cosa di sinistra - l'attenzione dall'io al noi. Poi il welfare: un sistema sociale che funzioni è la misura della democrazia e della sinistra, un sistema che aiuti i più deboli e faccia crescere tutta la società. Di sinistra è la pubblica istruzione, capace di fare emergere i nostri ragazzi dando a tutti la possibilità di studiare a livello europeo. Un'altra cosa di sinistra e del Pd sono le primarie. Noi le facciamo e le vogliamo fare vere.  Ciuoffo: Una città di sinistra è una città dove i diritti sono garantiti a tutte le persone della comunità. E' una città che mette tutti i propri cittadini in condizioni di partecipare alla vita comune. Che mette in condizione i propri giovani di formarsi consapevolmente: la condivisione diffusa della conoscenza e della cultura è un concetto di sinistra. Perchè il domani passa da qui. Quanto più saremo formati, consapevoli, tanto più questa città avrà la capacità di amalgamarsi, di progredire, di condividere il progresso. Una città di sinistra è una città che produce ricchezza e la condivide in maniera diffusa, come è stato in questi anni. Una città che integra, include, che rispetta il proprio territorio e non lo sacrifica strumentalmente ad occasioni contigenti, che lo tutela come un patrimonio irrinunciabile per le prossime generazioni. Una città di sinistra costruisce il primato della città pubblica rispetto agli spazi che il privato richiede, rispetto al particolare. Oggi si stenta a Prato a vedere affermato e riconosiuto il primato della città pubblica. APERTURA E "PRATESITA'" Apertura, inclusione. La giunta sembra preferire invece una propria idea di "pratesità". Viste le divergenze, il futuro segretario Pd che rapporti terrà con il sindaco Cenni?  BUGETTI: L'opposizione va fatta sui contenuti: sui progetti o sulla loro mancanza. E noi non dovremo stare più a traino. Non possiamo avere un Pd che replica alle uscite di Cenni. Molto presto dovremo cominciare a dettare noi l'agenda delle cose da fare e lavorare sui progetti. Che siano loro, alla fine, a dire "no".  CIUOFFO: Il ruolo della segreteria del Pd è quello di costruire un progetto condiviso con la città e di testimoniarlo nelle sedi istituzionali. Io non credo, per quel poco che ho visto in quest'anno e mezzo, che i contrasti col Comune saranno sui progetti. Perchè questa amministrazione non farà progetti. Passeremo cinque anni con una gestione ordinaria, senza scelte. Ed è un problema vero: è la rinuncia a un ruolo che è stato affidato dagli elettori al centrodestra e che il centrodestra sta dimostrando di non saper affrontare. Io ho detto che Cenni non è il demonio e che non dobbiamo commettere l'errore di riproporre qua il modello di valutazione che abbiamo del nostro premier. Io sono convinto che il nostro premier sia un demonio, perchè penso non si possa fare di peggio in un ruolo istituzionale rispetto alla democrazia, alla Costituzione, all'immagine che ogni cittadino ha dello Stato, alla magistratura. E' devastante quello che sta facendo. Cenni non è il demonio. Cenni è una persona sottratta ad altri mestieri che con incertezze e con pochi strumenti, in una giunta di persone per bene ma non formate alla costruzione di un progetto, sta cercando di comprendere cosa gli è successo. Gli abbiamo consegnato le chiavi del Comune e non se lo aspettava. Hanno fatto tutto il possibile per vincere le elezioni, ma non hanno un sistema di valori e di progettualità da tradurre in pratica. In fondo credo siano anche sorpresi del fatto che gli si chieda di fare qualcosa. Sono convinti di fare tutto il necessario, perchè le scuole sono aperte, i bus viaggiano (per ora). Cosa manca? La politica che cos'è - sembrano chiedere - se non tappare le buche? Io credo che qualcuno debba spiegare loro che non sono stati nominati amministratori di condominio. Cenni è stato eletto sindaco di Prato e ha la responsabilità di costruire il nostro futuro e il futuro dei nostri figli. LE COSE DA CAMBIARE Sono due le accuse principali mosse al Pd in questi anni: essere diventato un "poltronificio" e aver dato spesso l'idea di un partito diviso per cordate, per clan. Anche ora c'è chi rimprovera a Bugetti il sostegno del "vecchio establishment" e a Ciuoffo quello dei due parlamentari. Chiunque vinca, dovremo ancora fare i conti con "il partito dei rancori incrociati"?  CIUOFFO: La risposta è nel recupero del senso della politica. Che è servizio alla comunità. Niente altro. Nel monento in cui la politica diventa qualcosa d'altro, è un problema. La politica è servizio, ognuno ci mette quello che ha: tempo, competenza, entusiasmo. Facciamo tutti solo questo. Non c'è bisogno di eroi, di figure carismatiche, perchè oltretutto non ne abbiamo. Berlinguer non gira per la città, Moro nemmeno, purtroppo. Siamo tutti sani portatori d'acqua. In questa situazione siamo apparsi 20 giorni fa Ilaria e io. In un ragionamento nato nella logica di quelle contrapposizioni: conservazione e continuità con Bruno Ferranti che garantiva un congresso senza scontri, perchè altrimenti c'era il baratro. Io invece credo fermamente che ci fosse bisogno di spalancare le finestre, che ci fosse bisogno di dire una volta per tutte davanti ai nostri elettori che cosa era sucecsso, chi ne aveva la responsabiltà. Perchè non si riparte se non si sanano le ferite e non si sanano le ferite se non si puliscono. Bisogna fare pulizia di quelle contrapposizioni che partono dalla candidatura a sindaco di Del Vecchio e Giacomelli e che ancora scontiamo. Un conflitto che è ormai diventato sterile, che è fine a se stesso e non esprime alcun contenuto politico se non l'appartenenza. Oggi ci sono due persone che non hanno le caratteristiche personali e attitudinali per costruire relazioni finalizzate alla tutela di interessi particolari. Sono due persone trasparenti, che ci hanno messo la faccia e hanno raccolto un consenso vero. Se questo consenso resta, è ciò che ci salverà dalla ricomparsa delle bande e dal richiamo all'appartenenza.  BUGETTI: Unità non vuol dire unanimismo. Unità vuol dire saper riunire il partito. Volevo unità, è vero, perchè questo partito ne ha bisogno, perchè gli iscritti ci dicono "non si capisce perchè ci si va a contare di nuovo". E noi spieghiamo che questa è una fase storica, unica del Pd. Probabilmente ci sarà qualcuno che vuole guidare, ma lo dico in toscano: a me non mi guida nessuno. Andiamo avanti e da oggi si marcia con passo diverso. Io spero sia così, per questo ci ho messo la faccia. Come si fa a riavvicinare le persone? Con spirito di servizio, mettendosi a disposizone della gente, ricucendo le ferite con la società e con gli iscritti. Le poltrone e lo stare chiusi nelle stanze sono stati il veleno. Ma c'è anche da riprendere in mano la questione generazione e il falso tema "giovani e vecchi". Bisogna parlare di idee, meriti, competenze e qualità, non di età. Anche perché un giovane che arriva e vuol fare il consigliere o l'assessore, è già un vecchio. O un incapace. C'è bisogno di umiltà, di imparare e collaborare. A un certo punto ero disposta a fare il numero due, perché in un partito ci vogliono i numeri uno, due e cento. Ma non è stato così. Ora comincia una storia diversa. Mettendoci alle spalle tutti i veleni, i clan, i personalismi e anche quegli individui che vogliono il male del partito perché pensano solo a se stessi.

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