Il Tirreno

Prato

Pronto un "dossier" sulla città per Pechino

Cri.Or.
Il ministro Franco Frattini
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Il ministro Franco Frattini

Cenni parla con Frattini: «Le multinazionali cinesi vengano nel distretto»

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 PRATO. Il protocollo d'intesa sui rapporti commerciali tra Prato e Wenzhou in Provincia non l'ha firmato: «Ma non c'è stato alcun intento polemico». Parola di sindaco Roberto Cenni. Che ha partecipato ieri al summit in palazzo Banci Buonamici, ha apprezzato il ringraziamento del vicesindaco cinese Meng Jianxin per le bandiere a mezz'asta in Comune durante la commemorazione della tragedia di via Ciulli, ma soprattutto ha gradito la consistente presenza della diplomazia: il console cinese Zhou Yumqi e l'addetto economico dell'ambasciata cinese a Roma Massimo Iannuzzi, prossimo alla nomina di ambasciatore italiano in Cina.  «Ottimo il segnale di disponibilità che viene dalla città cinese - ha spiegato Cenni - e ottime le trattative avviate dalla Provincia per creare nuovi rapporti commerciali tra Prato e Wenhzou. Ma non credo che le istituzioni si debbano impegnare sulla quantificazione di questi rapporti». E' solo una delle ragioni per le quali il sindaco ha evitato di apporre la firma sul protocollo d'intesa.  La più importante però riguarda altro: «Con il ministero degli Esteri stiamo lavorando per preparare un dossier specifico sulla presenza dei cinesi a Prato e nel quale, oltre a dettagliare le difficoltà che la comunità crea, verranno elencati una serie di suggerimenti per cercare di individuare una strada condivisa attraverso la quale la presenza cinese sul territorio possa trasformarsi, collaborando, anche in una opportunità».  I primi accordi sono stati presi mercoledì durante una telefonata tra il ministro degli esteri Franco Frattini e il sindaco Cenni. Il dossier dovrà essere pronto entro il 24 ottobre - ci lavorano un pool di assessori: Giorgio Silli all'integrazione, Aldo Milone alla Sicurezza e probabilmente Rita Pieri e Dante Mondanelli per scuola e sanità - data nella quale il ministro si recherà a Pechino per una visita al governo cinese. In quella sede verrà affrontato anche il "caso Prato".  Tre i punti che il dossier sulla comunità cinese a Prato conterrà e che stanno particolarmente a cuore a Cenni: il rispetto della legalità, la sicurezza e le politiche di integrazione. «L'interessamento del ministro ai problemi di Prato - continua il sindaco - e il lavoro delle diplomazie può raggiungere quello che per la città è un obiettivo fondamentale: portare i problemi di convivenza e di legalità che la comunità cinese provoca, nelle agende dei vertici istituzionali anche cinesi. Perchè Prato, come abbiamo detto tante volte, da sola non ce la può fare».  Una sezione del documento conterrà anche alcune richieste. «Si tratta di suggerimenti - aggiunge Cenni - che se presi in considerazione potrebbero concretamente dare una svolta nei rapporti». Prato chiede a Pechino uno sforzo nella legalizzazione della filiera produttiva cinese a Prato. «Solo allora - dice Cenni - si potrà pensare a quella sinergia positiva in grado di trasformare il distretto tessile in un distretto della moda e così facendo riuscire a concludere la filiera con effetti positivi per tutti».  Tessuti di qualità realizzati dal distretto pratese, capi finiti di qualità grazie alle confezioni cinesi. Ma non è tutto. «Chiediamo anche - continua Cenni - che alcune delle multinazionali cinesi trasferiscano la sede anche nel nostro distretto. La Cina - aggiunge - non è solo quella che noi vediamo a Prato, la Cina è anche economia sana. Fino ad ora abbiamo preso la parte peggiore, è l'ora che Prato veda la parte migliore».  E per integrare la comunità, sforzi verranno chiesti nei campi della scuola, della sanità, della cultura «e perchè no - conclude Cenni - anche nel restauro di un monumento. Tutto aiuterebbe a dimostrare un'inversione di marcia nei rapporti tra le comunità italiana e cinese».

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