Il dolore
Il sì dell'Unione alla seconda domenica
Barbara Burzi
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Uno scorcio del centro storico I negozi saranno aperti due domeniche al mese Commercianti disposti a tenere aperti i negozi, ma vogliono essere aiutati dal Comune
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PRATO. Fa molto discutere il tema delle aperture domenicali in centro storico. Spetta ai commercianti decidere se sfruttare quest'opportunità o no, ma nella maggior parte dei casi la volontà di farlo stride con la possibilità di gestire turni di lavoro incompatibili con la realtà del comparto dei piccoli negozi. Il problema delle piccole attività riguarda soprattutto il personale a disposizione che nella maggior parte dei casi si esaurisce nella figura del proprietario con, al massimo, un paio di dipendenti. Non tutti gli esercenti condividono la proposta avanzata dal Comune, che a sua volta si dice «pronta a non lasciarli da soli». A questo proposito mercoledì sera si è svolta un'assemblea nella sede della Circoscrizione centro per avviare un confronto tra commercianti, amministratori e rappresentanti delle associazioni di categoria. «In un momento di sofferenza come quello che sta vivendo la città serviva una scossa - commenta l'assessore allo Sviluppo economico Roberto Caverni - Diamoci un anno di tempo per vedere se il progetto funziona». Un progetto appoggiato, intanto, dall'Unione commercianti, che sulla questione ha ribadito di essere interessata all'apertura di una seconda domenica, la terza del mese, a patto che «il Comune sostenga questo sforzo con campagne pubblicitarie, eventi culturali e manifestazioni», sottolinea Gabriele Tani presidente dell'Associazione centro storico. Nelle intenzioni dell'assessore Caverni c'è prima di tutto la promozione di iniziative capaci di richiamare l'attenzione di visitatori. E, in particolare, degli investitori. «A questo proposito stiamo lavorando per dare una destinazione d'uso commerciale a quei locali che finora potevano essere utilizzati soltanto per fini culturali - spiega - primo fra tutti l'ex cinema Cristall». Al momento il vincolo a pubblico spettacolo a cui il locale è sottoposto impedirebbe alla proprietà di darlo in affitto per attività di tipo diverso. Dalla chiusura del cinema di corso Mazzoni non sono mancate le offerte, anche di marchi importanti, intenzionati ad aprire un punto vendita in quello spazio di 350 metri quadrati. Tra tutti spicca il nome di Poltrone Frau, che avrebbe visitato il locale prima di optare per una vetrina in viale della Repubblica. Quello annunciato da Caverni è soltanto il primo passo di un percorso che porterà a una rivoluzione della fisionomia del centro storico. In questo disegno rientra anche il trasferimento dell'Urp: «La banca di via del Pesce con sede nei locali di proprietà del Comune ha disdetto il contratto d'affitto - spiega Caverni - Pertanto propongo di spostare gli uffici dell'Urp in quegli stessi spazi per liberare i locali di piazza del Comune che, vista la posizione, sarebbero più indicati per un bel negozio». Tra le altre cose anche la volontà di aprire uno sportello dell'Aci in centro «allo scopo di portare gente durante la settimana», spiega l'assessore. Da parte del presidente della Circoscrizone centro Massimo Taiti c'è invece la volontà di impiegare risorse finanziare in operazioni che abbiano lo scopo di sostenere le iniziative durante il periodo natalizio. «Quest'anno possiamo impiegare 47mila euro, oltre ai 10mila messi a disposizione dall'amministrazione per le luminarie - annuncia Taiti - ci sarà la pista di ghiaccio scoperta e un servizio di baby sitter gratuito per le domeniche di dicembre». Ora che Prato guarda in direzione di una maggiore liberalizzazione del commercio, non tarderà ad arrivare anche la proposta di estensione dell'orario alla pausa pranzo. L'ipotesi è già stata ventilata. «Prima o poi dovrete adeguarvi ai tempi che cambiano - conclude Caverni - e offrire lo stesso servizio dei centri commerciali».
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