Il Tirreno

Prato

I sindacati bocciano la proposta

Sara Camaiora
Un negozio del centro storico
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Un negozio del centro storico

Cgil, Cisl e Uil: «Non è così che si supera la crisi»

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 PRATO. Non saranno le aperture domenicali a rendere più vivo e vivibile il centro storico. E' ciò che sostengono la Filcams Cgil, la Fisascat Cisl e la UiltuCs Uil di Prato, sollevando una serie di critiche alla proposta dell'assessore Caverni di aumentare le aperture domenicali: innanzitutto il loro mancato coinvolgimento. «La concertazione dovrebbe servire come strumento preparatorio, invece rischia di diventare una passerella d'informazione di decisioni già prese» scrivono i sindacati in un documento congiunto. Emilio Testa della Filcams Cgil parla di una «proposta blindata» e aggiunge: «Nei due incontri di concertazione realizzati tra sindacati e Comune è passata più che altro l'idea di prendere atto di una decisione presa». Decisione, quella della possibilità di aprire ogni domenica, vista dai sindacati come un obbligo: «Se di due negozi simili uno apre, anche l'altro è costretto a farlo», commenta Testa. Le problematiche rilevate riguardano la mancanza di personale e la massiccia presenza di donne tra le operatrici. «E' bene ricordare che nel commercio lavorano per il 70% donne, che di domenica non possono contare su asili o strutture di sostegno per i figli - continua Testa - La grande distribuzione può permettersi di aprire tutte le domeniche ma i negozi del centro hanno pochi dipendenti, come possono organizzare il lavoro? Non possiamo sottovalutare neppure l'importanza sociale del riposo domenicale come strumento di riscoperta della famiglia». Sotto accusa, inoltre, l'equazione apertura domenicale-aumento di fatturato. Secondo Testa, infatti, «domenica sono più alti i costi d'esercizio e non è rincorrendo la clientela della grande distribuzione, abituata alla "spesa di massa" del fine settimana, che si recupera la crisi». Proprio per superare la crisi, i sindacati propongono «strategie congiunte per il centro storico, come iniziative, magari una volta al mese, legate a mercatini, spettacoli, concerti». «Non siamo contrari alla creazione di eventi per richiamare il circondario qualche domenica, se il Comune mette a disposizione risorse - spiega Testa - Quello che noi auspichiamo realmente però è la creazione di una sorta di filiera: vedere in centro negozi specializzati in articoli commerciali che non si trovano altrove».

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