La manifestazione
I cinesi comprano il made in Prato
Eleonora Barbieri
Accordo in Provincia e primi acquisti al Lanificio Pontetorto e alla Beste
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PRATO. Duemila metri di stoffa per abiti femminili commissionati alla Pontetorto di Montemurlo e un prodotto specifico fatto su misura richiesto alla Beste di Usella. A pochissime ore dalla sua firma, l'accordo commerciale fra la Provincia di Prato e la municipalità di Wenzhou si è già tradotto in fatti. Ieri pomeriggio, mentre la parte istituzionale della delegazione cinese (era presente anche l'addetto economico dell'Ambasciata cinese a Roma) è andata a Firenze per incontrare il presidente della Regione Enrico Rossi, quella economica, composta da 15 imprenditori, ha visitato alcune aziende del distretto. La qualità si vede eccome. E gli imprenditori dagli occhi a mandorla non se la sono fatta scappare. Uno di loro ha fatto acquisti alla Pontetorto, un altro ha commissionato alla Beste un prodotto personalizzato. Adesso c'è attesa per conoscere il grado di apprezzamento del Carmignano e del Pinot Nero che sono stati presentati e degustati ieri sera durante una cena al ristorante Biagio Pignatta ad Artimino. Chissà se qualcuno dei 15 imprenditori si farà conquistare dal vino delle colline pratesi e tradurrà subito in fatti un protocollo che a quanto sembra prevede, entro il 2011, l'acquisto di ben 200mila bottiglie di vino. Per i tessuti invece, si parla di un milione di metri di tessuto. La firma dell'accordo-quadro avvenuta ieri mattina a palazzo Buonamici, si è svolta in un clima di serena cordialità. Si è parlato di opportunità economiche, ma anche di un nuovo corso dei rapporti tra cinesi e pratesi, tra Prato e Wenzhou. Nel suo intervento il vicesindaco della municipalità gemellata con la Provincia dal 2000, Meng Jianxin, ha affrontato di petto il tema dell'illegalità che spesso contraddistingue l'operato dei suoi connazionali che vivono e lavorano a Prato. La condanna è stata ferma, ma allo stesso tempo si è accompagnata alla richiesta di una maggiore apertura: «I rapporti fra imprese devono basarsi sulla fiducia, ma anche la comunità cinese che risiede a Prato deve percepire la fiducia delle autorità pratesi, ferma restando la necessità di condannare fermamente l'illegalità - ha dichiarato Jianxin - A Wenzhou la maggioranza della popolazione oggi non è autoctona, siamo stati oggetto di una massiccia immigrazione dalle province vicine e ciò ha creato molti problemi di integrazione che abbiamo dovuto affrontare con energia, utilizzando proprio lotta all'illegalità e fiducia insieme e i risultati stanno arrivando». Soddisfatto il presidente della Provincia di Prato Lamberto Gestri che, sulla scia del successo di questa operazione, guarda già oltre: «E' il segnale di una svolta per costruire rapporti di fiducia fondati sul rispetto della legalità, un accordo concreto che promuove cooperazione e collaborazione economico-commerciale aprendo la porta al dialogo fra imprese - ha detto Gestri - E' nostro compito sperimentare strade nuove per accelerare il dialogo fra le comunità, lavorare insieme è interesse di tutti ed è la strada migliore per favorire i processi di integrazione in una realtà complessa come quella pratese». Il tema della legalità è la base di tutto anche per il sindaco Cenni, che al termine della cerimonia ha ospitato la delegazione di Wenzhou in Comune.
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