Il Tirreno

Prato

Testamento biologico Il Pd raccoglie 350 firme per istituire il registro

Eleonora Barbieri
Il Pd di Poggio ha raccolto 350 firme per chiedere l’istituzione del registro del testamento biologico. Ora la decisione passa al consiglio comunale che dovrà pronunciarsi sulla richiesta. In Italia ci sono state tante manifestazioni per portare avanti questa richiesta. Nella foto una di queste fatta a Roma.
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Il Pd di Poggio ha raccolto 350 firme per chiedere l’istituzione del registro del testamento biologico. Ora la decisione passa al consiglio comunale che dovrà pronunciarsi sulla richiesta. In Italia ci sono state tante manifestazioni per portare avanti questa richiesta. Nella foto una di queste fatta a Roma.

La parola ora passa al consiglio comunale che avrà trenta giorni per esprimersi nel merito

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POGGIO A CAIANO. Adesso l'istituzione di un registro per il testamento biologico è davvero ad un passo. Se il Consiglio comunale lo verrà. Ieri mattina sono state consegnate le oltre trecentocinquanta firme che a norma dell'articolo 7 dello statuto consentono ai cittadini di farsi promotori di iniziative legislative. Ne bastavano trecento. Promotore della raccolta e del deposito delle sottoscrizioni è il Pd e in particolare l'ex sindaco Silvano Gelli: «La vita ha bisogno di dignità e deve chiudersi con dignità - afferma Gelli subito dopo aver protocollato le firme - e questo al di là di condizionamenti religiosi o etici». Adesso il consiglio comunale avrà 30 giorni di tempo per esprimersi in merito. Due le possibilità: accogliere la richiesta popolare traducendola in una delibera che specifica le modalità e i limiti del registro, o rifiutarla. Vista la delicatezza del tema, potrebbe accadere di tutto, ma appare strano che un Comune in cui il Pd è partito di maggioranza possa rifiutare un'iniziativa promossa dallo stesso partito. E' possibile, inoltre che possa essere cercato un consenso più ampio rispetto ad una semplice approvazione a maggioranza. C'è attesa anche per la scelta che farà in consiglio il sindaco Martini che fino ad ora sulla questione, ha sempre preferito non prendere una posizione precisa. Le firme sono state raccolte a primavera in due mesi e mezzo, ma si è preferito attendere la fine del periodo estivo per depositarle in Comune.  Tra i trecentocinquanta e più firmatari ci sono soprattutto sessantenni, ma non mancano anche giovanissimi come due ventenni: «La cosa si spiega facilmente - prosegue Gelli - perché l'idea del fine vita colpisce più le persone avanti con l'età che i giovani anche se non ne sono mancati». Le firme sono state raccolte un po' ovunque. In circoli al chiuso quanto all'aperto tra le bancherelle del mercato. «Ci siamo armati di banchino e di documenti, soprattutto delle delibere dei Comuni che hanno già adottato un registro per il testamento biologico - prosegue Gelli - C'è stato un confronto con le persone, abbiamo discusso e presentato tutte le attuali problematiche in merito. Niente di più chiaro. Tra l'altro mi piace ricordare che una schiera di senatori guidati da Ignazio Marino ha permesso l'approvazione della bozza di legge da parte del Senato. Purtroppo, per i motivi che conosciamo, tutto si è arenato alla Camera dei Deputati dal 2009. Speriamo con questa iniziativa di colmare un vuoto normativo».

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