Il dolore
Pochi soldi, niente gite scolastiche
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Studenti in visita agli UffiziNegli istituti superiori si profila un anno all'insegna dell'austerity
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PRATO. La Pantera sembra ancora addormentata; nelle scuole superiori pratesi non soffia, come in altri istituti toscani, nessun vento di protesta. Le assemblee studentesche che sono in programma in questi giorni hanno come ordine del giorno il rinnovo dei rappresentanti di classe e d'istituto. Operazioni che si concluderanno entro la metà di novembre. Altre sono invece le questioni che vengono discusse in questi giorni; dopo l'assemblea provinciale del 15 settembre i consigli d'istituto delle singole scuole di ogni ordine e grado sono chiamati a decidere le varie forme di protesta contro i tagli alla scuola, fra queste anche il blocco delle visite d'istruzione. «La discussione - spiega Daniele Monticelli della Flcgil - è più articolata in quanto saranno prese in esame vari sfaccettature, ad esempio si potranno mantenere le gite didattiche e quelle già finanziate e bloccare quelle più ludiche. Per ora il quadro non è chiaro, trarremo le conclusioni durante la prossima assemblea provinciale del 21 ottobre, che sarà anche l'occasione per tracciare una linea comune». Il blocco delle gite parte da un concetto più generale che ha origine nei tagli finanziari legati all'organico; meno professori a scuola vuol dire impossibilità di sostituire i colleghi che sono in gita. Questo tipo di protesta (a Prato le medie Malaparte per qualche anno adottarono questa forma di protesta, ma una sola scuola non può influire in modo incisivo) avrà sicuramente un risvolto economico poiché va a toccare il business del turismo scolastico che vale svariati milioni di euro e quindi potrebbe essere lo strumento per sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi della scuola. Nella maggioranza degli istituti i collegi dei professori non sono stati ancora convocati, tuttavia secondo alcuni sondaggi molti insegnanti aderiranno alla protesta; al Rodari/Cicognini al Dagomari, al Datini e al Gramsci Keynes i collegi sono convocati nell'arco della settimana, al Copernico il corpo insegnanti sembra aderire alla protesta, al Marconi, invece, le gite potrebbero svolgersi in modo regolare. Diversa la situazione dell'istituto Buzzi, dove i viaggi d'istruzione sono tradizionalmente anticipati a novembre. «Abbiamo spiegato nel corso di un'assemblea i motivi per cui non si faranno gite - ha precisato il preside Erminio Serniotti - dopo un primo momento di sconcerto i ragazzi hanno capito che si tratta di una protesta generale che coinvolge l'intero sistema scolastico. Presto verrà redatto un documento congiunto, da condividere anche con le altre scuole, in cui saranno evidenziati i punti critici della riforma ed eventuali proposte». Gli insegnanti comunque, sono disposti a intensificare le visite aziendali. I ragazzi delle quinte classi nutrono ancora qualche speranza di poter organizzare un viaggio in autogestione, puntando sulla maggior età. La gita dell'ultimo anno di scuola, infatti, ha un significato tutto particolare; è l'ultima occasione per poter stare insieme e senza insegnanti e visite ai musei la prospettiva è ancora migliore. Se gli studenti di Prato scegliessero questa strada, la protesta dei professori sarebbe vanificata.
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