Attenzione
Piangono in aula davanti al giudice minorile due quindicenni e un sedicenne
Perdonati i baby vandali
Paolo Nencioni
◗
I danni provocati alla scuola materna di via Ada Negri Sfasciarono sei scuole: dovranno rigare dritto per 18 mesi
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Si sentivano leoni quando andavano di notte a sfasciare gli arredi delle scuole, ma sono diventati agnellini, si sono messi a piangere davanti al giudice quando sono stati messi di fronte alle loro responsabilità e alla fine hanno ottenuto un mezzo perdono tre dei quattro baby vandali arrestati all'inizio dell'anno dalla squadra mobile per una serie di sei danneggiamenti negli istituti scolastici cittadini. Ieri i tre ragazzi, un sedicenne e due quindicenni, difesi dagli avvocati Costanza Malerba, Federico Febbo, Nicola Badiani e Niccolò Grossi, sono comparsi davanti al giudice Chiarantini del Tribunale dei minori. E' stata un'udienza molto sofferta, anche perché il pubblico ministero Emma Cosentino non sembrava intenzionata a fare sconti di sorta ai tre. E così, dalle 14 alle 17 è andato in scena una specie di psicodramma, nel corso del quale hanno versato lacrime di (si spera autentico) pentimento non solo i tre ragazzi ma anche qualcuno dei genitori che li aveva accompagnati a Firenze. Gli avvocati difensori avevano infatti concordato coi Servizi sociali del Comune un programma di reinserimento per ottenere la "messa alla prova", cioè quello strumento che consente di dare prova di buona condotta ed evitare la condanna vera e propria. Il pubblico ministero non era tanto d'accordo e ha voluto esaminare i tre ragazzi, incalzandoli con numerose domande per capire se davvero si erano pentiti o recitavano la parte. Alla fine il giudice ha concesso la messa alla prova per 18 mesi, durante i quali i ragazzi faranno servizio sociale (uno di loro, due volte alla settimana alla Croce d'Oro), faranno attività sportive e metteranno da parte un po' di soldi per offrirli come risarcimento. Un atto poco più che simbolico, quest'ultimo. Il risarcimento vero sarà chiesto alle famiglie dall'assicurazione del Comune che ha atteso l'esito del processo per fare le sue richieste. All'epoca si parlò di danni per decine di migliaia di euro e su questo si spera che non interverrà un perdono, anche perché le famiglie dei tre baby vandali non dovrebbero avere problemi di liquidità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
