Il Tirreno

Prato

Il commissario Ardita in pensione

P.P.
Salvo Ardita premiato dal questore Cerulo
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Salvo Ardita premiato dal questore Cerulo

«Ai giovani poliziotti lascio in eredità il buon senso»

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 PRATO.«Spero di lasciare in eredità il buonsenso. La legge - che pure dobbiamo far rispettare - a volte è fredda e male si adatta alle varie situazioni personali e sociali in cui ci troviamo ad operare. Con un pizzico di buonsenso anche le situazioni più difficili possono essere smussate affinchè si crei quel rapporto di fiducia e rispetto fra la gente e noi ed io credo di averlo sempre usato ed è quello che voglio lasciare in eredità, se me lo consentite, ai giovani che proseguiranno il lavoro». Con queste parole il commissario di polizia Salvo Ardita si è congedato ieri mattina dai colleghi della questura di Prato e dal lavoro di poliziotto, per andare in pensione.  In tanti lo hanno voluto salutare ed il questore Filippo Cerulo, che pure lo conosce da poco tempo, gli ha regalato una targa a nome di tutta la questura di Prato per il suo lungo servizio svolto in città e un invito, «per lei le porte della questura sono sempre aperte». A delinearne il profilo fra lo scherzoso ed il serio ci ha pensato il capo della squadra mobile Francesco Nannucci, che lo ha avuto alle sue dipendenze negli ultimi anni in importantissime operazioni contro la criminalità.  Salvo Ardita che ha in pasato ricevuto le onorificenze di Cavalierie e Ufficiale della Repubblica Italiana, si è impegnato anche nel sindacato dei poliziotti partecipando alla creazione del Siulp e svolgendone anche le funzioni di segretario provinciale di Firenze, per poi svolgere lo stesso ruolo nel Silp per la Cgil.  Dal 1 ottobre è in pensione ma non smetterà il suo impegno civile che continuerà come segretario provinciale dell'Italia dei Valori.

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