Gioco
Tia, presi d'assalto gli sportelli Sori
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Cittadini in fila negli uffici della Sori3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Tempesta su Sori per le bollette Tia. In duemila in una settimana hanno protestato - soprattutto per gli aumenti decisamente consentiti ma anche per i ritardi nell'invio della fattura - agli sportelli. Un altro migliaio ha tempestato di telefonate il front office. Caotica la situazione anche ad Asm che ha dovuto fronteggiare circa 600 utenti.
Frenetico il lavoro di verifica in entrambe le società per venire a capo delle numerose segnalazioni di errore nel calcolo degli importi. Perché è accaduto anche questo: almeno duecento bollette sono risultate sbagliate. «E' vero che l'affluenza negli uffici è stata maggiore del solito - spiega il presidente Sori Giovanni Luchetti - ma è stata provocata, nella maggioranza dei casi, dalla richiesta di spiegazioni per l' aumento della seconda rata rispetto alla prima. Bisogna tenere conto, inoltre, che Sori ha inviato 80mila bollettini, un numero enorme». Come enorme è stato l'importo delle bollette. La seconda rata Tia, infatti, in scadenza il 5 ottobre scorso rappresentava il conguaglio 2010 (circa 36 milioni di incasso totali a Prato, 45 in tutta la provincia). La prima rata però (circa il 40% del totale arrivata in primavera) era stata "scontata" di quel 10% di Iva che la Corte Costituzionale ha però eliminato riportando la tariffa a tributo e cioè in campo al Comune e non più ad Asm. «I cittadini quindi - spiega Enrico Cecchin, responsabile organizzativo Sori - si sono trovati a dover pagare il 60% del totale e con la nuova tariffazione aumentata del 10 per cento oltre l'aumento Istat». Insomma una stangata. E non solo. La maggioranza degli utenti ha ricevuto la bolletta Tia nel migliore dei casi pochissimi giorni prima della scadenza, nel peggiore già scaduta. «Nessun utente - spiega Luchetti - dovrà pagare interessi di mora per aver pagato la fattura in ritardo perchè sono previsti, in ogni caso, venti giorni di conforto. Ma la questione è - aggiunge - che bisogna semplificare le procedure attraverso le quali si arrva all'emissione della bollette». Un meccanismo decisamente complesso: calcoli, applicazioni di criteri, importi, sono di competenza di Asm. «A Sori - continua Luchetti - arrivano i "file" sugli utenti già pronti. A noi spetta il compito esclusivo della bollettazione e dell'invio attraverso una società che svolge questo lavoro a contratto.
Questa volta - conclude il presidente Sori - i "file" ci sono arrivati quindici giorni prima della scadenza, tempi troppo stretti». Secondo Luchetti «sarà necessario, allo scadere del contratto con Comune e Asm (il 31 dicembre prossimo ndr) pensare a un modello di gestione delle bollette Tia che dia più certezze in tutta la filiera e anche sotto il profilo delle responsabilità». Di tempi «congrui» per la bollettazione parlano, al contrario, il diretto di Asm Sandro Gensini e Luca Silvestri, dirigente dei servizi amministrativi della spa. E' spettato ad Asm il compito di verifica degli errori fatti. «Che non sono più di duecento - spiega Silvestri - e che riguardano per alcune decine errori nel numero di componenti della famiglia (per problemi nel sistema anagrafico ndr), alcune sono bollette intestante a persone decedute e la maggioranza ha errori numerici».
Frenetico il lavoro di verifica in entrambe le società per venire a capo delle numerose segnalazioni di errore nel calcolo degli importi. Perché è accaduto anche questo: almeno duecento bollette sono risultate sbagliate. «E' vero che l'affluenza negli uffici è stata maggiore del solito - spiega il presidente Sori Giovanni Luchetti - ma è stata provocata, nella maggioranza dei casi, dalla richiesta di spiegazioni per l' aumento della seconda rata rispetto alla prima. Bisogna tenere conto, inoltre, che Sori ha inviato 80mila bollettini, un numero enorme». Come enorme è stato l'importo delle bollette. La seconda rata Tia, infatti, in scadenza il 5 ottobre scorso rappresentava il conguaglio 2010 (circa 36 milioni di incasso totali a Prato, 45 in tutta la provincia). La prima rata però (circa il 40% del totale arrivata in primavera) era stata "scontata" di quel 10% di Iva che la Corte Costituzionale ha però eliminato riportando la tariffa a tributo e cioè in campo al Comune e non più ad Asm. «I cittadini quindi - spiega Enrico Cecchin, responsabile organizzativo Sori - si sono trovati a dover pagare il 60% del totale e con la nuova tariffazione aumentata del 10 per cento oltre l'aumento Istat». Insomma una stangata. E non solo. La maggioranza degli utenti ha ricevuto la bolletta Tia nel migliore dei casi pochissimi giorni prima della scadenza, nel peggiore già scaduta. «Nessun utente - spiega Luchetti - dovrà pagare interessi di mora per aver pagato la fattura in ritardo perchè sono previsti, in ogni caso, venti giorni di conforto. Ma la questione è - aggiunge - che bisogna semplificare le procedure attraverso le quali si arrva all'emissione della bollette». Un meccanismo decisamente complesso: calcoli, applicazioni di criteri, importi, sono di competenza di Asm. «A Sori - continua Luchetti - arrivano i "file" sugli utenti già pronti. A noi spetta il compito esclusivo della bollettazione e dell'invio attraverso una società che svolge questo lavoro a contratto.
Questa volta - conclude il presidente Sori - i "file" ci sono arrivati quindici giorni prima della scadenza, tempi troppo stretti». Secondo Luchetti «sarà necessario, allo scadere del contratto con Comune e Asm (il 31 dicembre prossimo ndr) pensare a un modello di gestione delle bollette Tia che dia più certezze in tutta la filiera e anche sotto il profilo delle responsabilità». Di tempi «congrui» per la bollettazione parlano, al contrario, il diretto di Asm Sandro Gensini e Luca Silvestri, dirigente dei servizi amministrativi della spa. E' spettato ad Asm il compito di verifica degli errori fatti. «Che non sono più di duecento - spiega Silvestri - e che riguardano per alcune decine errori nel numero di componenti della famiglia (per problemi nel sistema anagrafico ndr), alcune sono bollette intestante a persone decedute e la maggioranza ha errori numerici».
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