Finanza
SANITA'
Italia dei valori
6 MINUTI DI LETTURA
SANITA' La Regione deve aumentare i trasferimenti Caro presidente Rossi, sapere che il presidente della Regione sia così attento a Prato fa enormente piacere. Ma dopo le parole servono i fatti. La nostra provincia riceve di trasferimenti di competenza regionale per la sanità 1523,78 per ogni residente su 226.202 abitanti ufficiali e, in base a questo calcolo è la terza provincia in Toscana. Su molti documenti della Regione Toscana e recentemente anche durante l'audizione del direttore Cravedi nella Commissione Sanità della Regione Toscana è stato chiaramente certificato che resiedono in Provincia almeno 20.000 persone in più. Noi pensiamo siano di più di 20.000 ma se anche accettassimo quel dato i calcoli andrebbero riparametrizzati su 246.000 residenti. Allora caro presidente Rossi a Prato mancano 30 milioni l'anno di trasferimenti sanitari di competenza regionale. Quando si pensa di rimuovere questa condizione? Giovanni Bambagioni coordinatore Provinciale Udc-Partito della nazione Francesco Querci capogruppo in Comune SCUOLA Il Centrodestra è sordo alle proteste degli studenti Mi sembra inconcepibile che dopo quasi quindici anni di governo ininterrotto e due disperati tentativi di riforme scolastiche, dettate solo dal risparmio, il centrodestra continui a non voler sentire le ragioni di chi protesta. Gli ultimi volantini che azione giovani ha fatto girare per le scuole sono a dir poco sconcertanti. Dovrebbero difendere la riforma attuata dai loro partiti se veramente la reputano buona cosa per il paese, e non creare astio nei rapporti già difficili tra docenti e studenti, reputando inoltre questi ultimi incapaci di valutare il merito dei cambiamenti subiti negli ultimi anni nella scuola. Crediamo in una scuola pubblica di qualità, in grado di far crescere i giovani non solo sul piano nozionistico, ma anche e sopratutto sociale, che non emargini le diversità ma che anzi ne faccia tesoro e promuova l'integrazione. Ridurre i finanziamenti scolastici vuol dire ridurre drasticamente la possibilità di crescita del paese, vuol dire che rinunciamo in partenza a competere sugli standard europei. Voi dite "ribellati", ma non vi rendete conto che sono due anni che studenti, professori ed insegnanti si stanno ribellando a questo governo che se ne infischia del nostro futuro! Alessio Pietrolungo segretario Giovani democratici POLITICA La Lega Nord non conosce la parola coerenza Voglio sottolineare il senso di una parola che una volta era molto importante nella vita e in politica. La coerenza. Il movimento Lega Nord nasce sull'onda della pulizia della politica corrotta (Roma ladrona appunto) e del giustizialismo di Tangentopoli. Nasce anche come rivalsa dei popoli del nord contro lo sfruttamento del loro lavoro con le cui tasse si sperperano denari spesso inutili nelle opere nel sud si dice. E, già che ci siamo, pure un discorso serio sulla sicurezza minacciata dalle deviazioni criminali di molti immigrati della prima ora e pure della seconda. Le richieste di leggi adeguate trovarono consenso nell'attuale alleanza governativa. Il vostro Primo ministro stipula alleanze con Gheddafi per ottenere che vigili sull'immigrazione dal Tirreno. In cambio offre pietose genuflessioni e affari d'oro. Invece il Gheddafi seguita a sparare sui nostri pescherecci e non blocca proprio niente sul fronte degli sbarchi. E, voi sapete benissimo, che l'immigrazione irregolare via mare corrisponde solo al 15% di tutta l'immigrazione irregolare. Ergo: spiegatemi la coerenza. Il vostro Primo ministro riceve il Premier Cinese e assieme alla Marcegaglia annuncia affari d'oro da fare in Cina (tradotto significa: porteremo lavoro là e importeremo mano d'opera qua). Rispetto all'eccesso di popolazione cinese a Prato e conseguenti problemi vi prego, spiegatemi la coerenza. Il vostro Primo ministro in due anni e mezzo non ha fatto una legge che è una che sia servita al mondo del lavoro (sia imprenditoriale che dei dipendenti). Invece è alla ricerca spasmodica di evitare i processi a cui sarebbe tenuto andare. Massimo Calissi VIA CIULLI 1/ Ma le tre donne cinesi avevano un lavoro regolare? Ottimo il discorso del sindaco che invita ad abbassare i toni e giusto il minuto di silenzio per le tre vite umane perse al quale va tutto il nostro cordoglio e solidarietà alle famiglie. Ma siccome qui non siamo in chiesa ma in consiglio comunale rappresentativo delle forze politiche, noi della Lega vorremmo fare alcune precisazioni: per esempio sottolineare il fatto che i cinesi abbiano preferito un soccorso chiedendo aiuto ai loro connazionali anziché rivolgersi alle istituzioni preposte (vigile del fuoco o polizia e/o carabinieri). Pertanto questa è una ulteriore e preoccupante dimostrazione della volontà da parte dei cinesi di non volersi integrare nemmeno in un momento di così grave pericolo. Nonostante questa amministrazione si sforzi di fare del suo meglio per favorire l'integrazione. Considerando che le vittime, sembra andassero a lavoro alle ore 2.45 della notte, chiederemo approfondimenti sulla effettiva occupazione delle 3 donne e dei loro datori di lavoro. Ci chiediamo inoltre se la comunità cinese ha indetto un giorno di lutto per questo tragico evento che ha coinvolto i loro connazionali. Bene ha fatto il sindaco a non indire il lutto cittadino, anche perché non ci risulta che sia mai indetto per episodi analoghi quando sono stati coinvolti cittadini italiani Sottopassi. Pertanto, per tornare all'incidente vero e proprio noi della Lega, proporremo di dotare i sottopassi, di sensori che azionano la sbarra del blocco di passaggio in caso di allagamento e/o incidenti. Forse il miglior modo per commemorare le tre vittime ed evitare in seguito incidenti di questo tipo. Tra l'altro è ormai famosa la nostra avversione ad alcuni tipi di sottopassi come quello ultimo di via Nenni, altamente pericoloso con il restringimento improvviso della carreggiata da noi più volte denunciato. Emilio Paradiso presidente del Gruppo consiliare Lega Nord VIA CIULLI /2 Il sindaco assente sul luogo della tragedia Nelle tragedie cittadine i pratesi ora sanno che non possono contare sul proprio sindaco. Era successo in occasione dell'esondazione del Calice nel dicembre scorso, quando il signor Roberto Cenni preferì rimanere a sciare sulle Alpi mentre decine di famiglie lottavano con l'acqua ed il fango ed erano costrette ad abbandonare le proprie case in piena notte, si è ripetuto lo scorso lunedì notte quando una bomba d'acqua si è rovesciata su Prato ed ha allagato interi quartieri provocando anche la morte di tre donne nel sottopasso di via Ciulli. A Narnali nessuno ha ancora visto il sindaco, nemmeno a distanza di quasi una settimana. Come Italia dei Valori non possiamo non stigmatizzare questo comportamento del sindaco Cenni che primo cittadino non lo è visto che rinuncia sistematicamente ad essere vicino ai propri cittadini nel momento del bisogno. Troppo facile presentarsi alle inaugurazioni, ai tagli dei nastri e alle feste ma, forse, il ruolo più importante di un sindaco vero lo si vede nei momenti di difficoltà e Cenni è costantemente assente. A questo proposito ci preme sottolineare il comportamento invece da vero sindaco di Mauro Lorenzini, primo cittadino di Montemurlo. Lorenzini lunedì notte alle 2,30 era insieme al suo assessore ai lavori pubblici e alla mobilità, Simone Calamai, a fare la spola fra le frazioni di Oste e Bagnolo, quelle più colpite dagli allagamenti, per verificare la situazione e dare le direttive per la messa in sicurezza dei luoghi più pericolosi. Abbiamo la conferma che Lorenzini è rimasto per strada fino alle 6 del mattino, fino a quando l'emergenza è stata superata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google